Dimmi quale inferno vuoi
Romanzo
A cura di
Di Giovanni Maffeo Poetanarratore .
Dimmi quale inferno vuoi .
Camminando lungo le strade del tempo
ho incontrato la vita , ho incontrato un pastore ,
col suo gregge pascola le sue vaghe fantasie ;
egli senza meta si dirige nel regno del declino .
Il quel tempo per lui malato l’amarezza gli trasmise la paura
gli trasmise la speranza del lodevole canto - la poesia -
come un giocoliere nel circo oggi giostra i suoi cavalli ,
come chi smarrito ha perduto il sonno .
Ho incontrato un amore !
Affievolito si permise di appassire ;
breve fu il suo esteso ,la nostra storia derise ...
ad accogliere con se l’amato , quello da tempo attese .
Oh tu bocca che parli, favelli gli eccelsi raggi!
Tu che sussurri nell’oscurità feconda duoli il pianto ...
sei maschera di marmo annerisci di livore il suo mento
la pietà dell'essere donna , specie rara enigma delle vergini .
Dimmi quale inferno vuoi?
Quale sembianze vuoi mostrare a chi ti dette amore ?
Quando mi vedrai morire sarà fine nei silenzi ;
per te un corpo è come il rame ...
E vorrei avere occhi di falco volteggiare nell‘eterno spazio
come i gabbiani sul mare emigrare sulla terra dell'amore ,
offrirti l’ aquila reale il rapace falco ...
varcare con te le pianure della noia.
Vorrei offrirti i frutti della consolazione
con spensieratezza tra gli scogli , sul mare …
tra la solitudine della gelosia ...
tra nebbie e le tempeste raggiungerti ove la terra frana.
Ma tu dimmelo ! Quale inferno vuoi?
Quale fantasma ti può fare compagnia ...
si fa avaro il tuo oro ,il meriggio tempestoso dei vulcani ,
lì ti porti nel mio vortice passionale ove abbracci l'infinito .
Dimmelo non esitare non farmi ansimare !
Tu l'uragano senza vento , il ciglio di un occhio languido ,
la bufera imprigioni , sei la tempesta della sera ;
il mattino quando mi sveglio dopo il sogno .
E dall’estremo limite guardo la mia terra !
Nella vena della fonte sospiri attingo ,
al cadere di una lacrima mi lascio gemere ...
mi acceco con fiamme di candele.
Giovanni Maffeo - Poetanarratore .
Presentazione:
Son nato in un piccolo paesino dell'Irpinia Salza Irpina ,della
provincia di Avellino da gente umile e di stirpe antica della nobile
casata ( De Maffeo ) ( I nobili Maffei ) originari dall'antica
Grecia.
In questa mia narrativa dei miei pensieri ,dell’umana gente.
La poesia la narrativa trionfa nella mia travagliata e meravigliosa
vita.
Con molti anni alle mie spalle apro i miei occhi al mondo, a
l’anima mia, al mio fiorito luogo natale . tra colli e il mare.
Incomincio a meditare, a esporre un fraseggio del mio
immaginario di poeta narratore.
Racconto a voi a tutte le genti: dialoghi, storie e narrativa
di me; della mia gente, del mio stato d’animo, del mio pensiero
,passando ad allargare lo spazio della natura ,come della storia
,cercando con ansia cosmica le vie del cielo risalendo con spirito
d’umana virtù le vette del cielo .
Non solo ai primi abitatori della terra che le leggende e le
favole ricordano.
Oggi che viviamo nel ventesimo secolo dove tutto è superato
,rimane il pensiero della gente, “la poesia” il romanzo infinito
dell'essere umano .
La strage degli innocenti .
( Quando gli occhi non vedono
l'innocenza muore )
BASTA !
E' diventata un incubo l'Ineludibile vita
la fatica per volare ,il fiorire l'ardire ,
oh donna in tuo onore proverò a cantare
nell'azzurro del cielo sul trono del sole .
Lì la pietà degli angeli è il grembo delle nuvole
nelle infuriate acque ove si crucciano i sentimenti ,
schiumano le eteree ombre e verdi isole
i fiori più dolci ove alloggia il vivido fato .
Ascolto la vergogna dalla platea dei burattini
il cui volto patisce nelle oscure nebbie ,
tra le stelle di ghiaccio le stragi degli innocenti
le volgari vergogne con cui vengono messi in croce .
Basta ! Vattene ozio ,stupro inenarrabile
gogna dell'abuso perpetrato sulle giovani anime ,
alla bellezza velata ove c'è il silenzio del bacio
nei sussurri il servaggio del dolente grido .
Basta !Dio ci sei , aiutaci ...
metti fine a questa strage ,
a questi miseri vigliacchi che l'inferno li accolga
sono la piaga sociale una miscela esplosiva .
Sono gli ingordi di potere
la radice ove regna l'assoluto ,
ove il paradosso crea l'onnipotenza
l'onniscienza senza il nessun pari .
Dannati ,figli del castigo
gramaglie nere per gesti impuri
lutto indelebile del funereo dolore
mercenari avidi costernati da false attribuzioni ,
privi di sentimento uccidono l'amore .
Giovanni Maffeo Poetanarratore .
Premetto che in questo romanzo molte sono le locuzione e
interazioni adottate, rese necessarie e dovute , per la maggiore
riuscita dello scritto stesso e per la sua feroce espressività
sessuale e sensuale narrativa.
Prefazione .
Ci saranno .
Nel segreto profondo nasce la mia radice
nasce la voglia d’amare ,
nasce il desiderio ,
il volerti prendere per entrare nel tuo paradiso
in un solo corpo i due paralleli.
Ci saranno attimi ove regna l’abbondanza,
la tenerezza o l’indifferenza ...
la bellezza della vita
ove tu ti mostri nuda
emani il l'ardire del mio sangue .
Ci sarai tu il luminoso raggio
il condiviso dell’eterno bacio .
Sarai il sentiero selvaggio!
Il ritmo d’estasi della mia follia ,
sarai la regina del mio domani.
E se dal confuso sdegno nasce l’inquietudine
per te mi vendo anche l’anima ,
nella perdizione dei sensi
il delirio del piacere urla ,
ove la tua voce si sazia di orgasmi.
Ci saranno vortici di passioni
e non deluderò a chi mi ama,
sarò poeta per un giorno
per leggerti il mio passato ,
ove la mia mano sfiora le tue carnose labbra .
Giovanni Maffeo Poetanarratore .
È una storia vera tratta da un fatto accaduto e da me
elaborato , da me narrato in prima persona ,per rendere al meglio
l’espletazione analitica al lettore .Inoltre viene esposto il mio
parere in chiave filosofica . L’ispirazione di questo romanzo nasce da una esperienza
vissuta da due amanti , da me narrata in prima persona . Da un sistema economico e sociale in decadenza, che non trova
sbocchi per dare una vita migliore alla gente dei nostri tempi , a
un eccesso sempre più azzardato nel volere il tutto senza fare
niente , da qui in sintesi la mia poesia.
INTRODUZIONE
L’incontro con la parola accadde molti anni fa, quando ancora
in me era acerba la scrittura.
Autodidatta per convinzione e con poche esperienze intellettive
e tanta inesperienza grammaticale cominciai a valorizzare quello che
era dentro me, analizzai le forme esterne e di ciò che ci circonda
con sempre più precisione e accuratezza verso il dialogo, verso
l’immaginario collettivo ,una scala naturale del mio agognato
impegno letterario necessario a soddisfare le mie prerogative nel
volere con passione dare e dire al mondo quanto valesse la mia
esecuzione letteraria , quanto mi d'asse per ottemperare le mie
conclusioni eteree ove la stessa passione mi conduce nell'evoluzione
di questa arte .
Da qui mi fu donato il pregio di sentire la voce del cuore, il
richiamo per i miei antenati, e ne feci rimedio tecnologico ove per
un decennio raccolsi e composi la mia discendenza. In questo percorso
nacque la mia poetica ,ad oggi molto diffusa sul web, in molti siti
letterari e blog e social, un'era storica per un nuovo cambiamento in
cui internet ha cambiato il mondo della letteratura,
dell’informazione ,del rapportarsi e relazionarsi col mondo esterno
.Questo mio primo modo di affrontare la letteratura e cioè cominciai
con la poesia ,unica forma per me espressiva ,quindi mi dava, mi dà
l’accoglienza alla mia espressiva ove ogni lirica diviene per me
idillio d’amore, diviene ampiezza e apertura mentale, diviene scopo
prezioso per la passione personale.
Crescendo in poesia il mio pensiero diviene sempre più ampio e
col tempo incontro la narrativa ,questo ultimo fu per me terreno di
nuova semina ,un raccolto tortuoso e dura da curare .
Salgo dunque i primi gradini della conoscenza, di una scala
naturale ove mi mostra la narrativa, questa ultima per me è ancora
dubbia, incerta, forse insicura, d’altro canto questa è la prima
narrazione , il mio primo romanzo.
UNA MIA POESIA -
Mi vesto di fuoco .
Tra le corde di una grossa fune mi arrampico alla vita
da te sono in fuga e slego il mio volo ...
sciolgo il nodo della mia sventura e sono libero!
Libero di sognare ,di apparire etereo al sole .
Mi vesto di fuoco per bruciare la mia anima
per scomparire per sempre dalla faccia della terra ...
volto pagina e fuggo lontano ,
ovunque posso oscurare la mia vista .
Mi invento un mondo nuovo ...
un'altra storia per una femmina d'amor mi sazia ,
mi porti ovunque e mi dia frivolezza ;
la pace dei sensi ,il martirio degli amanti .
Ed è bello specchiarsi nelle nostre gocce
sotto la cascata del mare ignudi ...
rivederti poi tra le rose rosse ;
sulle mie labbra il tuo bacio .
In vano vorrò spegnere gli arditi giorni
togliermi l'abito caldo che per te indosso ,
busserai ancora alla mia porta nei silenzi ove nessuno ascolta ;
davanti al mare io ti aspetto e all'improvviso tu compari.
Giovanni Maffeo - Poetanarratore .
Con spirito di umana virtù e molte riflessioni su una civiltà
che cambia continuamente ove ci sono avanzi di magia ,tra
spiritualità e trasgressione nasce la mia fede verso Dio che già
bambino il mio credo mi fu caro ,verso un mondo parallelo ove anche
un gemito può essere bestemmia.
Questo romanzo dunque vuol narrare un quotidiano comune a
molti, a chi nella sua vita ha creduto, e trasgredisce , quello che è
la fiducia reciproca rinnega la fede cristiana, o ignora che esiste
un creatore .Un tradimento dunque quasi necessario , palese per le
vicissitudine della carne , del bisogno di amare nell’incombenza
amorosa, di essere egoisti e arraffare al meglio ciò che si presenta
prezioso, e vivere un momento, una rinascita per vivere
Un volgo dunque riferito alla sola emozione e non solo .
Una nemesi memoriale introspettiva ove esperienze e nozioni
vengono richiamate al solo essere, di esporre un vissuto reale, e non
mascherato da maschere ambigue, quindi una vendetta egoistica, se
vogliamo, forse ,non tanto verso gli altri ,ma verso se stessi e
dunque avere una rivalsa esponenziale di ognuno a ciò che il tempo
ci ha negato di avere e di realizzare qualcosa ci porta ad essere
felici .
Qui sotterfugi, bugie, rimangono le innocenti azioni, perché
ritenute palesi, necessarie al bisogno dell’amore, dell’amare.
Sono uno spirito libero , e come tale un ribelle in cerca di
oblio, di gloria ,di un qualcosa che mi faccia ,e mi dia visibilità
,un successo intellettivo personale , io che ho cercato per anni la
parola e con fatica mi sono applicato ad essa.
La letteratura dunque mi ha sempre affascinato pur leggendo
poco, ma con interesse e rivolto alla ricerca dell‘io penso, come
un lupo affamato di sapere ,di scoprire quello che essa significasse
e sono partito nell’avventura letteraria come autodidatta, sono
esploso a buttare fuori la mia narrativa sofferente ,ma giuliva allo
stesso tempo , è come rinascere e realizzarsi in un contesto
alquanto precario .
Or dunque un bel mattino mi sono alzato con l’idea di
scrivere un romanzo e come aspirante scrittore approdo sulla strada
della vita ,le difficoltà so che sono e saranno molte ,so che per me
emerito sconosciuto al mondo letterario ,sarà dura , poi pubblicare
,quindi ci provo, provo a narrare il compiacimento dell’esperienza
erotica e sociale , a narrare l’amore ,che esiste in ogni modo e
luogo ,in ogni mente fragile e sensibilità , argomento questo sempre
in vista agli occhi del lettore ,a sondare la materia di piaceri
sconosciuti e ambigue forme incomprese , parafrasi a scopo
esplicativo ove il lettore può trovare l’ampia concretezza ,oggi
anche virtuali .
Una materia fisica distante dalla mente ,se vogliamo assuefatta
dall’essere coscienti di quello che si vuole e si desidera ,e di
tanta delusione.
Ne traggo dunque esperienza e scrivo il meglio per sedurre il
lettore ,la femmina che si evolve verso un nuovo comportamento
altruistico e personale .Quindi esploro e narro l’universo amoroso
e sessuale , il mio osservatorio immaginario e socio politico ,guardo
e vado verso l’opportunistico sistemico ricorrente .Infatti dopo
una lunga riflessione vado ad attingere memoria nelle viscere della
carne e dello spirito di me , di molti , ove metto a nudo una realtà
considerata immorale ,come se fossi , una vittima tra i cadaveri.
Metto a nudo dunque ,quello che per molte donne può sembrare
tabù , o irraggiungibile o profano , indiscutibile perfino ,ma che
molte di esse vogliono realizzarsi e mettersi a nudo e vivere nuove
esperienze , ma anche mascherare a volte con un volto velato del
nuovo amore , il loro compiacimento e soddisfazione . No, non sono
maschilista ,posso sembrarle , ma narro la verità della realtà di
oggi , pur non mettendo in evidenza la difesa della parte contraria ,
ma sono fatti che accadono , quindi in prima persona ci metto la
faccia narrando l'accaduto .
Un romanzo dunque, per molti versi erotico amoroso , ma allo
stesso modo bizzarro , ove le medesime vicissitudine ,confermano la
regola.
Viene concepita come forma fantastica se vogliamo .
In evidenza viene narrato l’osceno modo , l‘azzardato
impeto , con cui l’essere si pone e si dona ,una rivelazione dunque
evidente in molti di noi .Si può pensare che la morbosità sessuale
o amorosa superi ogni limite, non è così, è naturale , è nella
nostra indole umana ,e che rientra tra gli obblighi etici ,tra i
peccati peggiori della carne e nell’offesa verso la religione, ma
questa ultima, la stessa dice di dare amore, donare amore, quindi un
peccato innocente viene perdonato a priori .considerato da alcuni un
impuro che fa rabbrividire e pensare ,ma che non c’è via di scampo
a un istinto effimero ove il bisogno è travolgente , è importante
per vivere , quasi etereo di chi prima o poi ognuno prova ,Agli occhi
del signore tutto questo rimane osceno ,immorale , scandaloso ?
Non direi.
Scrivo dunque un sgualcito impervio ove la stessa miseria o
ignoranza affama, ed è in questo percorso che arriva la riflessione,
il concetto logico per analizzare se stessi e dare valore a un
significato vissuto e si esprime quello che è nella nostra natura,
nella vita terrena.
Una natura fatta di abbagli ,nella riecheggiante e sfavillata
esistenza ,un illuminismo, palpabile, allo stesso modo umanistico ,in
leggerezza e con tanta leggiadro amore.
Esplodono dunque gli ormoni ,impazziscono di fremiti e danno
vita al desiderio ,abbuiano ogni vista ,azzittiscono ogni voce
,producono forza e coraggio ,con la carne esplodono gli istinti dei
sentimenti .Un processo senza pudori ,senza regole , ma con coraggio
e amore si ama .
Come detto peccando, senza religione ,questa ultima entra in
scena quando il contrasto si fa rovente e complicato ,lascia
strascichi di insulso dolore .Questo accade spesso alle donne che
trascurate dai mariti si rivolgono al sognante di turno che le plagia
e le illude di nuovo ,oppure in questo azzardo trovano il vero amore
che resta comunque una incognita .
Ma l’istinto ,la voglia di provare ancora l’emozioni
adolescenziale è più forte del perbenismo etico.
La mia scrittura dunque trova spazi immensi non attraverso una
realtà quotidiana , ma come detto virtuale ,tradizionale se vogliamo
,ma ispirata e approcciata nel mondo del web .quindi diversa dai
predecessori , scrittori che in loro era in uso una frequentazione in
salotti letterari, ove toccavano con mano un reale vissuto da subito,
qui in questa epoca, è diverso, si tocca da prima il virtuale ove il
palcoscenico è molto ampio, e si può comunicare con tantissime
persone, poi si tocca il reale , ove la preparazione psicologica è
già stata mercificata e adattata all’incontro.
Quindi un neorealismo puro che si estende vero in un vivere
quotidiano a rivelare i più oscuri misteri che la gente vuole
nascondere e realizzare .Come nell’etica, spesso si rivela la
moralità dell’essere, la stessa si propone e si rivela .
Sappiamo dunque che l’amore, l’amare non rientra tra i
peccati, anche se i comandamenti ci dicono: non desiderare la donna
d’altri, è un bisogno soggettivo, è sorgente di vita ove ogni
umano ne attinge gloria e purezza d’animo . Ma il percorso della vita può essere breve o lungo a secondo
dell’esistere , e in questo spesso si pecca ,come detto per
vicissitudine ,per bisogno di donare e donarsi tradendo e umiliando
se stressi e altri che ci sono vicini . La bibbia dunque ci richiama alla saggezza, dice : guarda la
parola, essa è vicina, anzi ti parla, è nella ricerca continua
della verità e il Cristo salvatore entra in noi ,nella
contemporaneità, quindi la parola si fa carne ,richiama il mondo dei
persi.
Una riflessione dunque che dà esempio a quanto è la distanza
dal credo ,a quanto è difficile rendersi conto di ciò che a volte
si fa senza un briciolo di ritegno ,senza un ragionamento logico.
Chiudo questa mia rappresentativa dicendo che questo mio
romanzo e il contenuto da me scritto è una conseguenza dei nostri
giorni.
Come protagonista do maggiore significato al romanzo stesso,
facendo figurare che l’accaduto è a me successo,ma che altre sono
le fonti de calcabili raccolte.
NEMESI .
(LA SCONFITTA PER LE NOSTRE COLPE )
Non dare a me quello che io vorrei !
Quello che desidero per l'altrui scopo ,
quello che fa vibrare le corde all'anima ;
è l'inno che innalza la bandiera dell'amore .
Sono bestiali colpe le congruenze eclettiche
si proporzionano con l'arma dei senza pari ,
l'ambigua interazione ove il misero sovviene …
filosofeggia la parafrasi ai sofisti dei vissuti .
Dunque , sono io il testardo , l'incauto perdente ?
Il figlio di un tempo impertinente ,chissà , forse !
Forse ,è l'orma che lascia l'arte alla ragion d'essere o del capire ;
in cuori teneri si trafiggono senza nessuna pietà e li abbandona .
L'egoismo è la forza ,la ferocia ,l'inconsapevolezza d'essere se stesso
da volti inconsolabili le pretese dell'io ,del mai i vorrei o posso avere e dare ,
all'incurante prossimo ove la bestia può essere migliore ,
ha il male senza confronti trascina il poeta nel delirio .
Sei nemesi femmina , giustizia logica la fatale punitrice alla vendetta tirannica
ove resta la visione indelebile della furia cieca …
nel furibondo narcisismo ,illusione famelica del grande ideale
volto incerto in specchi già rotti nel paradosso scabro muoiono le rose .
E si trascinano le speranze nell'umana razza i desideri incolmabili
dalle esaltanti ambizioni le fragili maschere di onnipotenza ,
in un concreto reale ove si accede a un vissuto mai esplorato …
al voglio predire e non giudicare , ma solo amare .
Vivi ,tu poeta coraggioso !
Apri le porte al pensiero sottile ove la mente ti attanaglia ,
alla fede che ci nutre e rimane utopia …
resta un frullato di versi che scalpitano liberi nelle tenebre del buio .
Giovanni Maffeo – Poetanarratore .
Dunque la bibbia parla racconta la vita il volgo del credo e
del perdono :
Nei giorni santi del Dio che torna
Mosso a pietà per i poveri oppressi ,
Questo è il tuo nome ,o nuova sua chiesa ;
Signore - nostra - giustizia e giudizio .
Molte altre le liturgie ,molti altri i salmi ove l’eterno
richiama la sua attenzione e ne espande il suo dominio di sacro
redentore .
Il suo saluto è immenso è planetario ,è un saluto d’augurio
per tutti gli esseri viventi, abbraccia l’amicizia, la fratellanza,
abbraccia il mondo dei mondi del creato, soprattutto a quando noi
pensiamo a chiudere gli occhi ,su questa visione della fede, e con
essa aprirli alla visione interiore con Dio .
Ma come detto l’umana specie di cui noi apparteniamo è
debole, e abbiamo sempre bisogno di affacciarci altrove, rinneghiamo
ciò che è in noi per cercare l’impossibile chimera .
Da qui do inizio al mio narrare .
Preghiera
Lode a Dio
E fiorì Gerusalemme tra gli ulivi ,
Il gran sepolcro liberò il Cristo ,
Da lui nacque il segno della croce ;
Gli animi esortò e fu preghiera .
E si diffuse nel creato una voce :
Era Dio che parlò agli uomini ,
Dettò le sue sacre leggi ;
Fu il verbo della pace in terra .
Dettò i dici comandamenti
le regole dei diritti e doveri ;
Io sono il signore Dio tuo
Non essere falso e non rubare .
Dettò l’amore !
La speranza che fan crescere la vita ,
Di umiltà il degno merito ;
Di ubbidienza all’io medesimo .
Vieni dunque , Dio, a salvarmi !
Vieni Signore , ti aprirò la mia casa ,
Sono io il peccatore e non ho una vita stabile ;
In te cerco quella futura .
Il tuo sole irradia il mondo !
Da te creato con l’onnipotenza ,
Sono amorevoli le tue dimore
Per cantare i beati cori .
O donna , tu , che generi vita ,
Figlia , madre , sposa …
Serpeggi vanità sui campi elisi ,
Col tuo seno amore nutri ,
passione sacra doni .
Prega dunque uomo !
La bontà in te è immensa …
L’amore in te sospira ;
In verità e zelo in lode si ispira .
Dio nostro , Re e signore dell’universo
Abbi pietà del nostro incerto …
Dacci cibo per elargire pane ;
Dacci la tua benedizione,
Per essere più buoni .
Giovanni Maffeo Poetanarratore .
Dimmi quale inferno vuoi .
Capitolo 1
Avida la sigaretta mi brucia tra le dita, penso e ripenso a un
malinconico vissuto, ripenso alla gioia, tramutatasi in follia, in
odio e poi sciagura.
E mi chiedo spesso: quale inferno vuoi, o quale inferno voleva
?
Per motivi di riservatezza non cito il personaggio dove ho
attinto la storia , quindi anche se pur vera, viene da me elaborata e
narrata in prima persona , ma gli ne do un altro ,la chiamo Beatrice
,come la musa di Dante :
Si, era una donna matura ,una donna sposata con due figli ,io
lo stesso ,e fu il destino a farci incontrare, destino crudo a cui
credo poco, perché si cerca quello che si vuole e si desidera e
ottiene.
Così tra i corridoi della memoria lei resta ancora viva nella
mente del suo amato:
“Ricordati di me”, mi disse in una sua poesia, ed io mi
sono ricordato, da allora molte cose son cambiate e ho capito la sua
infausta vita ,ove era è credo molto insoddisfatta .
Capitò tutto in una giornata invernale ,mi collegai ad
internet, a un social network con l’intento di scrivere qualcosa e
postare la mia poesia, naturalmente dal contenuto amoroso e molto
loquaci.
Poetica da me preferita che sempre più mi ispirava e mi
interessava che fosse diretta a un pubblico femminile.
Ne scrissi una molto bella a quel tempo, e questa mia attirò
la sua attenzione, l‘attenzione di Beatrice, mi disse: mi piace,
molto bella, mi fece complimenti e da subito cominciammo a chattare a
dirci di noi.
Tra le sue parole leggevo tristezza.
Ma allo stesso tempo erano altezzose.
Infatti già da allora notai la sua supremazia, era la donna
dominante, che spiccava i suoi voleri nascondendo la sua vera natura
.
Parlammo e ne riparlammo.
Di tutto un po’: ogni sera in chat tiravamo fino a tarda
notte a scriverci ,a dire di noi , a volte fino all’alba senza
renderci conto come il tempo passasse veloce.
Era anche un modo di corteggiarsi ,di capirsi ,di capire cosa
veramente volessimo ,a volte ci dicevamo banalità, a volte con dei
fraintesi ci pizzicavamo , animando la conversazione , poi in chat
era logico accavallare le frasi e trascendere in discussioni ,
nascevano sproloqui e malintesi .
Presi in mano la situazione e dopo alcuni giorni di soli
messaggi, gli chiesi il suo numero di cellulare ,io gli diedi il mio
e dopo non molto tempo ci sentimmo.
La sua era una voce alquanto dolce e sensuale ,mi piacque da
subito ,così fu per lei ,nel seguito la sera alla chat divenne più
armonioso il dialogo e si incominciò a parlare di cose più intime
le cui parole stuzzicavano gli ormoni davano fuoco alle fiamme .
Il desiderio aumentava e dopo aver ricevuto una sua foto mi
diede conferma che era una bella donna ,che dai suoi occhi si notava
una mancanza di piacere , un desiderio che voleva esplodere e amare
alla follia , una fiamma ch'è s'era spenta , un fiore appassito da
annaffiare con cura per darle vita ,come se non avesse fatto sesso
chissà da quanto tempo.
Per me era lo stesso e capii che quello che cercavamo fu
proprio sesso ,naturalmente con partecipazione del piacersi
altrimenti non c’era scopo . Mi scrisse cose idilliache da farmi
accapponare la pelle , poesie coinvolgenti ,stati d’animo
irruenti, di tutto ,persino mi mando una sua foto intima ,nuda quanto
era il suo bisogno carnale ove ella sfruttata da piaceri insulsi
lamentava il disgusto praticato dal suo uomo superficiale e egoista.
Ed io, affamato come ero alla sola parola sensuale mi eccitavo
,lei anche e con riservatezza me lo diceva .Era una donna eccentrica
, madre e donna padrona ,un po’ regina di se stessa ,aveva
quarantasette anni ,capelli biondi a caschetto ,un corpo pieno con
dei seni preponderanti e sodi ,un po’ amazzone se vogliamo ,era il
mio tipo e dovevo a tutti i costi soddisfarla ,soddisfare la sua e
mia voglia . Continuammo la conversazione in chat per diverso tempo e la
cosa prometteva bene :
Beatrice : ma dove sei ? Mi chiedeva ,ti sto rincorrendo
,fermati mi disse ! Sei veloce , apri e chiudi la chat ,lascia aperto
,non fuggire .
Io gli spigavo il motivo per cui non mi soffermavo tanto in
chat , ritenevo che non era un luogo per due come noi e che
consideravo quello come un inutile perdita di tempo e che forse per
lei no ,ma per me lo era .Era anche luogo di discussione e non mancavano le liti le
discussioni virtuali ,da qui mi riprendeva dicendo : ma è una donna
che abita vicino a te ? Risposi di si e che era solo una amica di
vicinato e che non doveva essere contrariata se l’avevo come amica
. Di questo succede su i social , l’invidia ,la gelosia umana a
volte fa trascendere .
Era l’inizio di una bella storia ,era il tempo in cui io
potevo muovermi a piacimento , potevo prendermi il pomeriggio libero
e con una scusa andavo via .
Ma per un attimo torno indietro nel racconto : dopo mesi di
chat e telefonate e di messaggi e di e mail pianificavamo l’incontro
,anche perché come detto lei , la Beatrice , era sposata ,quindi
bisognava che tutto andasse al meglio .
Dopo diversi messaggi ove l’irruenza amorosa era al limite
gli diedi una data e lei acconsenti stabilendo il punto d’incontro.
Una cittadina non molto lontano da Milano, io naturalmente non
ci ero mai stato e per me era come se dovessi andare chissà dove, mi
feci spiegare il tragitto e decisi di andarci.
Fu di lunedì pomeriggio al parcheggio di un super mercato alle
ore quindici ,mi preparai prima della partenza, mi profumai per bene
con delle essenze di un buon profumo e partii al quanto presto ,anche
perché non sapevo il tragitto e avevo paura di perdermi , non usavo il
navigatore, l’arnese che indica in automatico il tragitto, ma
seguivo prudentemente la segnaletica stradale, con santa pazienza e
tanta emozione, non stavo nella pelle.
Tutto in me tremava come se dovessi cadere a terra da un
momento all’altro , come se fosse il primo appuntamento, dei tempi
adolescenziali. Ero eccitato al pensiero di incontrarla e farla mia
,al pensiero che la portassi a letto e darle quello che per anni lei
non aveva avuto .
Arrivai finalmente, uscito dal casello presi la strada che mi
conduceva al super mercato, al posto convenuto per l’incontro, mi
fermai ad aspettarla , mi accesi di continuo più sigarette , una
dietro l’altra e per un attimo pensai che non se ne facesse
nulla , ma all’improvviso la vidi uscire dal negozio, la foto gli
somigliava molto e piano, piano mi avvicinai a lei.
”Quindi sei tu la Beatrice gli esclamai stupito!”
“Si , sono io” .Sembrava fredda e impacciata, impaurita,
non capivo , anche se io tremavo dall’emozione, sicuramente era lo
stesso anche per lei .
Mi chiese di portami con la macchina sul parcheggio in alto, lì
non ci avrebbe visto nessuno ,e così fu , seguii lei con la sua
macchina e ci trovammo in un parcheggio abbastanza appartato ,lì
eravamo soli nell'oblio del momento ,dell'attimo fugace ove la mente
stuzzicava il proibito ,ove i sensi si scuotevano nelle vene e il
sangue bolliva.
Scesi tranquillo dalla macchina ,la tremarella cominciava a
calmarsi e mi avvicinai a lei come solitamente fanno gli innamorati
,ma tra noi era cosa diversa ,era desiderio di sesso ,una fame
arretrata che da tempo covavamo nelle viscere del desiderio, un
bisogno carnale che doveva appagare i sensi e l’anima.
La baciai subito e gli carezzai il viso e per un attimo lei
restò ferma ,come una statua si fermò.
Era la forma espressiva che ci eravamo annunciati prima di
vederci , che se uno dei due non era gradito , si doveva dire quella
cosa trovando una scusa .
Ma così non fu e per non stare li impalati ci sedemmo nella
mia macchina.
Era di febbraio e faceva al quanto freddo, però il sole
splendeva ed era sopportabile la temperatura. In macchina abbassai i
sedili ribaltabili e cominciai a baciarla ,lei corrispose ,ma faceva
un attimo la sostenuta, un po’ come quel detto: no, dai! Gli calai
i pantaloni e gli misi le dita sul suo clitoride e l’accarezzai per
un po’ di tempo facendola godere mentre la toccavo .
Era troppa l’emozione e volli comunque penetrarla ,gli
piaceva da morire ,e vedevo i suoi occhi non più cupi, ma che gli
luccicavano e fremeva di piacere .
Era radiosa ,aveva lo sguardo felice come se avesse trovato il
suo tesoro ,la sorgente dove attingere il suo miele la sua linfa ,il
suo nettare .
Nel trambusto scomodo consumammo il primo coito .dopo un po’
mi accorsi che in quella vettura non era possibile fare le cose per
bene e ci lasciammo con l’idea di vederci altrove .
Ritornato a casa non mi rendevo conto di quello che era
successo ,e pensai tra me e me che era opportuno vederci al più
presto, gli telefonai e gli dissi che dovevo finire ciò che avevamo
iniziato.
Passò una settimana e l’appuntamento era all’uscita del
casello di quella città lombarda , lì avevo già adocchiato un
motel che a dire il vero non ero mai stato, non sapevo come era fatto
,e come si faceva per entrare.
L’ appuntamento era di lunedì alle quindici, giorno in cui
lei era libera ,perché lei aveva un negozio e in quel giorno poteva
inventare scuse a suo marito e venire da me all’appuntamento.
Andai al motel a vedere e a chiedere il costo della camera, il
portiere gentile ,mi diede le risposte e ritornai nel punto stabilito
dell‘appuntamento.
Stavolta mi ero preparato bene , ero carico di tutto ,pieno di
voglia di fare all’amore. Arrivò con la sua macchina e scese,
sempre un po’ impaurita, ma decisa di volermi , lo leggevo negli
occhi di quanta voglia avesse. La strinsi per un attimo a me e la
baciai, carezzandola, cominciò a lasciarsi andare , ed era meno
fredda, anzi fremeva, vedendola così mi cominciai a eccitare e la
portai al motel non molto distante.
Entrammo nella stanza e per rompere il ghiaccio tirammo in
ballo il discorso sulle poesie, anche lei scriveva ,e tra una parola
all’altra gli toglievo il vestito, il suo profumo sapeva di
desiderio, cominciai a carezzarla al tal punto che si mise a gambe
aperte aspettando il mio bacio .
Per due lunghe ore la feci godere e più volte la penetrai,
godette tanto in diverse posizioni.
Prima di andarsene mi confessò che era tempo che mi aspettava
e che non aveva mai provato così tanto piacere .Gli chiesi come mai,
e perché suo marito non la curava ?
Mi disse che una volta al mese la prendeva da dietro e in pochi
minuti la lasciava senza farla godere ,erano anni che non godeva a
quel modo .
UNA MIA POESIA -
Trittico poetico .
Passione Odio Amore
Opera poetica minore .
E fu il perenne gesto a vincere la discordia
a suggellare il tripudio glorioso ,
sull'isola dei beati i soffi permalosi ...
lì si accoppiano fiori sui campi elisi .
Sono i beati che hanno inciso la bella favola
hanno amato e generato vita …
hanno reso fertile il giardino delle rose ;
la passione ,il sentimento dei puri .
E poi arriva la perdizione gli stordimenti si fan sentire
nella mia anima il tuo si coagula s’imporpora il beato sangue ,
in perdizioni mi trascini affianco alla mia pietà ti neghi ...
in passione l’inesorabile sarà fatale .
Tu fosti acero di pianta spoglia!
Ti lavasti con l’acqua benedetta ...
con la mia gemma nascesti pura ,
la mia premura s’adira e si svena.
Sei la perdizione !La passione effimera
senza fissa dimora accogli i nervi solitari ...
nel mio cervello il tuo nome si frantuma ,
l’apparente nichilismo nella misericordia trema.
Vattene venditrice di fumo dall'animo sfatto
mietitrice di vittime e di innocenti orgasmi ,
che tu possa trarre bene da chi spera ;
avere il cimelio del prezioso dono .
Fosti serpe velenosa ,superbia dopo l'abbandono
insultasti l’amore! Il tuo che fu venale ,
Il sublime che tra noi nacque vaporoso ;
la maligna bugia della ruffiana storia .
E non trovasti eco nelle sorde lande !
Fui per te capriccio d’avventura …
la faccia di un momento accattivante ;
fosti carne della mia carne che ancora rubo .
Odio amo ,gli opposti s’avvinghiano nel sangue
prepotenti rubano ricordi ,valori persi in parole ,
cancellano tracce d’un vissuto innamorato ,
di una fede smarrita e non ha credo .
Oh , dolore !Pena d'ogni tortura …
d’ogni mal vissuto esorti;
a quando il trapasso , nell'anima s'avvede,
egemonia sovrana di odio e amore .
Ognuno vive del suo delirio esercita il fanatismo
dalla terra inghiotte turpiloqui il blasfemo enigma ,
nell'ira strozza il fiato inghiotte impure scorie ;
lei odia ama , farnetica ,si contorce su di un letto sfatto .
Siamo dunque scheletri addobbati !
Da abiti smessi e lusinghe improprie ?
La sudicia compiacenza fa miseria la fede
come rivoli scendono le lacrime di gelo .
Io vivo del mio delirio !
Del mio odio ,del mio male ,l'amore è una regola muta
dal mal d’amore passione bramo …
è la sofferenza che tu m’hai nutrito di baci e di rossori .
Mi hai carcerato tra i novizi del paradiso
tra l'esultanza la lusinga e fauci affilate ,
sono un mostro per amore ;
un fantasma con le ali da vampiro .
Ma io amo! Forse l’amore non ama me ?
Amo la bella incantatrice ove spiaggia la sua pelle ,
ove serpeggia libera nell'anima mia ;
come l’opale pietra che esalta i suoi colori .
Lei spesso trema di paura non si scioglie al primo sole …
Scompare tra gli illusori paralleli ,
ove l’inimmaginabile all'improvviso gli appare,
nelle mie braccia tenera si trascina.
Amo la ricchezza d’animo!
Il consacrato che inneggia lo spirito ,
smuove l’intimo fuoco ove arde e esplode ,
nella feroce passione si consuma .
Apro l’uscio a nuove visioni respiro con te l’aria pura …
Giovanni Maffeo Poetanarratore.
Capitolo 2
Come quel giorno ce ne furono altri ,e altri ancora, e sempre
più era forte il sesso, al tal punto che mi disse che si era
innamorata di me e che se il marito l’avesse scoperta gli avrebbe
detto la verità.
Io rimasi sbalordito e a dire il vero mi ero innamorato anche
io, ma volevo fargli capire che una volta scoperti avremmo dovuto
fare un piano di riserva, e cioè sapere che avremmo dovuto lasciare
i nostri corrispettivi coniugi e sapere dove andare, quindi gli
suggerii di informarsi per una casa in affitto, i soldi che pagavamo
per il motel li avremmo impegnati per la casa in affitto.
Si ,mi disse lei “mi interesserò e vedrò cosa si può fare
“, infatti si informò e mi disse che erano alti gli affitti in
quelle zone e che intanto si sarebbe andati avanti in quel modo .
Venne l’occasione di fare una antologia con ad altri due
autori e per l’occasione andammo a Roma, lei coperta dalla sua
amica, io che andavo a Roma a un raduno di poeti.
Di mattina presto partimmo e verso le cinque ci trovammo al
solito posto dove ci vedevamo al solito lunedì, dovevamo trascorrere
alcuni giorni assieme e l’avevo tutta per me notte e giorno
,sembrava un sogno tutto ciò e fremevo dalla voglia e dalla gioia .
Partimmo con la sua macchina alla volta di Roma ,guidava lei
tutta inebriata , con una gonna corta e le cosce che fumavano, ogni
tanto gli le accarezzavo e lei mi sorrideva fiera, si vedeva che era
innamorata che aveva trovato il suo paradiso, il mio lo era già lei
.
Arrivati a Roma ci dirigemmo verso l’ hotel già prenotato da
tempo da lei ove altri del gruppo ci aspettavano e ci volevano
conoscere, visto che quei raduni si facevano una sola volta all’anno.
Un albergo lontano da Roma e per spostarci bisognava usare la
sua macchina, infatti trascurammo il gruppo e spesso volentieri
andavamo a visitare le varie bellezze romane , di cui il Colosseo,
l’altare della patria, il panteon, piazza San Pietro ,la fontana di
Trevi e altro, da lì verso le strade famose: Via Veneto, a Frascati
e altre zone, ove ci soffermavamo a visitare e ad acquistare qualche
souvenir da portare come ricordo a casa.
Assieme a noi c'era anche come accennato la sua amica che più
volte la copriva per vedersi con me ,anch’essa volle una storia con
un uomo maturo ,per soddisfare le sue ardite voglie che il marito non
gli dava e faceva più provare.
Arrivò il momento che dovevamo incontrarci tutti col gruppo
poetico e ci recammo in una grande sala dell’albergo, lì ognuno
doveva declamare la sua poesia per poi essere approvata e votata.
Giunse la notte e andammo nella nostra camera.
Era la prima volta che avevamo una stanza tutta per noi e
potevamo passare la notte assieme, ci spogliammo in fretta e
cominciammo ad amarci alla follia , seguimmo alla lettera le varie pose
del kamasutra, a più riprese e la portai all’estasi.
Fu una sfavillante pienezza d’ogni senso e piacere.
Al mattino seguente ,mi svegliai presto per primo , lei dormiva
ancora ,faceva un po’ caldo ed era nuda sul letto , restava il suo
profumo di femmina ,del nostro sesso e quello mi eccitò di nuovo.
Era girata di fianco con la gamba accavallata , da dietro si
vedeva il suo paradiso ed io mi cominciai a eccitare ,la toccai
leggermente carezzandole il suo sesso e la baciai su tutto il corpo ,
poi le spalle, poi il viso, si girò verso me e sempre ad occhi
chiusi mi bacio ,ripresi ad amarla e lei immobile si lasciava fare
tutto in un piacere che non finiva mai.
Tornammo a Roma a visitare altro e mi accorsi che spesso
riceveva telefonate dal cellulare , gli chiesi chi era ,e chi
continuava a chiamare ? Mi disse urtata che era suo marito, ma alla
terza di seguito ebbi un dubbio e gli dissi chi era ancora?
Mi disse che era un amico che voleva sapere come stava, il
dubbio mi assaliva e mi arrabbiai , ai qui gatta ci cova , anche perché
se era con me non doveva sentire altri, infatti capii che altri in
lei erano alla sua attenzione ,quindi chissà quanti aveva dato loro
la sua attenzione e magari soddisfazione amatoriali e stetti sul
punto di lasciarla ,di andarmene via col primo treno, ma lei
insistette e mi convinse a restare.
Fu il primo dubbio che ebbi di lei . Il giorno seguente , con
il gruppo , dovevamo incontrarci a Trastevere per un miting culinario
con tutti i poeti a una cena ,nonostante la difficoltà di quella
zona li trovammo e dopo un paio di ore arrivammo al ristorate, la
zona Trasteverina è un po’ come una grande scala ,una grande
discesa e una grande salita.
Arrivati incontrammo gli altri ,ci sedemmo e cominciammo a
cenare ,a parlare fra di noi e con gli altri,ad un tratto si avvicina
uno dei poeti e stupidamente cominciò a stuzzicare, non me, ma la
Beatrice e la sua amica ,mi ingelosii per quella volgare scena e
anche lì gli dissi di mollarlo c’ero io e cosa serviva darle
attenzioni e quel presuntuoso non centrava nulla con noi ,la
minacciai che me ne sarei andato in albergo ,ma anche lì mi convinse
a restare.
Tornati in camera gli voltai le spalle e dalla stanchezza di
quel sali e scendi mi addormentai trascurandola.
A tarda notte mi svegliai e vidi lei che mi fissava, era
arrabbiata e pronta per andarsene nella camera accanto della sua
amica,
Gli chiesi: “ma amore cosa stai facendo?”
Lei con un muso lungo e decisa,mi disse che non poteva
sopportare tanta gelosia, che lei era libera di fare a suo piacimento
ogni cosa, la convinsi a restare e facemmo all’amore.
Tornammo a casa soddisfatti per aver passato tre giorni felici
e da parte mia anche particolari ove il dubbio mi fece raddrizzare le
antenne.
Passarono alcuni giorni e io ebbi una accesa discussione con
mia moglie, sicuramente cominciò a dubitare di me, qualcosa stava
accadendo e lei, mia moglie, mi avvertì ,di aprire gli occhi .
Quel suo discorso famigliare mi intenerì e capii che mia
moglie mi voleva ancora bene, nonostante che tra noi c'era tanto
affetto , lei aveva sofferto molto .
Pensai tra di me che era meglio lasciar perdere con la Beatrice
e dirgli che per un po' non ci saremmo visti, una pausa di
riflessione per capire se lei, se io, veramente ci amavamo.
La chiamai a tarda sera, era d’estate e faceva molto caldo,
dissi a mia moglie che andavo a fare un giro e uscii, la chiamai e
subito mi rispose.
I soliti come stai, i soliti ti voglio e mi manchi ,insomma gli
dissi che non poteva andare avanti la nostra storia e che era meglio
lasciarci per vari motivi.
La sentii triste e dopo un po’ cadde in un lungo pianto, la
distanza era notevole e quindi non mi potevo permettere di andarla a
consolare, gli ribadii che se lei avesse dei dubbi su di me e non era
certa del suo mio amore era meglio lasciarci ,ma non ci fu verso non
volle ascoltarmi, anzi mi invitava a fare una passeggiata sul lungo
lago verso Varese.
Capii che era profondamente innamorata di me e non potei
rinunciare a lei.
Capitolo 3
Sempre di lunedì ci incontrammo al solito posto, all’uscita
del casello, mi accolse sorridente e mi disse: dobbiamo parlare ,ok
dissi io ,ci dirigemmo verso il lago e ci fermammo in una tavola
calda, lì mangiammo qualcosa e poi ci sedemmo su di una panchina: mi
chiese cos’era quella storia di lasciarla, io ero deciso a
rispondergli a dirgli tutto quello che sentivo per lei, che lei aveva
un marito da guardare e due figlie ancora ragazzine , che più volte
le dissi se ci avesse scoperti cosa avremmo fatto ? Non temere, mi disse, le dirò che mi sono innamorata di te , si
tranquillizzò e ripresi il mio amore con lei .
Riprendemmo gli incontri del lunedì e sempre più feroce era
il nostro amore al tal punto che volle provare altre soddisfazioni,
quelle che si fanno ,ma non si dicono ,ma in amore è tutto lecito e
noi ne approfittavamo, prendevamo il meglio e lo tramutavamo in
idillio ,in sesso sfrenato. Sapendo che era mia e io suo, tornai a
parlare di come potevamo unirci, ma era un tasto dolente per lei e
deviava ogni qualvolta il discorso .
Nel periodo che seguiva mi invitò più volte nel suo negozio,
la strada si allungava sempre più e anche perché rimaneva in un
paesino di provincia ,molto distante da Milano. Ci andavo volentieri
e passavamo alcune ore a chiacchierare, di poesia, di noi, di come
potevamo trovare il tempo per stare assieme. Ogni tanto mi portava
nel retro del negozio e ci baciavamo, la toccavo ovunque e le mie
mani trovavano sempre quel punto in cui lei godeva ,per non lasciarmi
andare via con la voglia ,mi toccava anche lei, lì in quel punto ,me
lo toccava a ripetizione e mi faceva venire … eravamo stretti in
piedi con la paura che arrivasse qualcuno.
Arrivata l’ora di andare me la stringevo forte e ci dicevamo
parole d’amore: ti amo, mi ami ,ti voglio, ti desidero e altro.Arrivato a casa mi chiamava, si accertava che tutto era andato
bene nel mio rientro in macchina . Durò per due anni il lunedì e il trovarci nel suo negozio, e
ogni volta era fiamma che ardeva e mai si spegneva.
Da una sua lettera mi stuzzicava , mi provocava :
La sua lettera :
Incontro in motel , sarei entrata ed intimidita mi sarei seduta
sul ciglio del letto avrei voluto parlarti rassicurarmi , e poi
chissà, avrei avuto anche del timore, delle remore , poi tu mi
saresti seduto vicino parlandomi a bassa voce rassicurandomi che va
tutto bene che non devo temere nulla poi la tua mano ,oh la tua
mano... mi avrebbe slacciato i bottoni della camicetta e mi avresti
lasciata in reggiseno lilla tutto color lilla con la mano mi avresti
scostato un angolo di pizzo e mi avresti accarezzato un capezzolo poi
mi avresti fatta schiava , e tolto i pantaloni e saresti rimasto a
guardare se ero molto cambiata e ti sarei piaciuta così mi avresti
tolto il reggiseno lasciandomi le mutandine perché le volevi sfilare
dopo non so come ma tu saresti stato nudo in un battibaleno e ti
saresti sdraiato su di me dove avresti iniziato ed accarezzarmi tutta
perché volevi sentire la morbidezza del mio corpo… devo
continuare? Si ,quando si ci metteva era una furia, vento, tempesta , mi
provocava al tal punto che potessi scoppiare di voglia.
Ero lontano e non potevo raggiungerla, anche perché lei a una
certa ora doveva stare a casa sua, e quindi era difficile
raggiungerla per poi non poterci farci niente.
Fu una sera d’inverno che mi disse, vediamoci domani sera,
mio marito è fuori e possiamo incontrarci per un paio di ore.
Io aspettavo solo quello, ci siamo dati appuntamento in un
altro posto più vicino a casa sua.
Dovevamo vederci davanti a un piccolo negozio di alimentari e
presi l’occasione per comprarmi del cognac ,questo mi avrebbe dato
forza e fatto sentire più arzillo, ne bevvi quasi mezza bottiglia e
a dire il vero non mi sentivo ubriaco talmente ero bisognoso di
energia.
Arrivò con la sua macchina e ci portammo dietro una fabbrica
chiusa, la nebbia calava ed era buio piovigginava, una tipica serata
invernale, solita cosa, solito palpeggio, ma era scomodo, oramai
eravamo abituati al meglio e in auto si faceva poco.
Comunque era anche un modo di vederci, di raccontarci di noi e
dirci parole tenere.
Capimmo che la nostra fiducia aveva un forte spessore e che era
difficile che si frantumasse, d’altra parte venendo da me, aveva
dimostrato di amarmi ,di farmi felice e rassicurarmi del suo amore.
Scrissi su uno dei tanti sassi che sovrastavano il muro che ci
era vicino, luogo romantico, non descrivibile, il suo e il mio nome
facendo il disegno del cuore come due ragazzini.
Fiero di averlo fatto la chiamai e gli lo feci vedere cosa
avevo scritto, mi sorrise e mi disse :ti amo .
Nel tempo sono andato ancora da solo a vedere quello scritto e
ricalcarlo ancora per renderlo indelebile, ma poi ho smesso ed ora
non ci vado più …
Capivo quanto era grande il suo amore per me però ne volevo
sempre conferma, dimostrazione, come se qualcosa mi svanisse tra le
mani, lo stesso era quando mi svegliavo, speravo sempre che lei non
se ne fosse mai andata da me, dal mio amore che diventava sempre più
forte a volte possessivo o geloso,mai avevo provato quello che mi
succedeva con lei…. mai!
Quel pomeriggio la riportai al posto dove lei aveva lasciato la
sua auto e ci salutammo promettendoci che una volta avrei fatto un
incontro di poeti , visto che il posto era grande potevo farlo.
Mi disse subito di si, e cominciò a parlarmi di quella famosa
antologia che ho menzionato all’inizio del racconto . Da qui poi parlerò della casa editrice ,e di dove siamo andati
per contrattare e firmare gli accordi per il nostro primo libro di
poesie .
Capitolo 4
La nostra storia era al culmine d’ogni sentimento e ardeva
nella voragine del diluvio, spesso ricevevo sue notizie per e mail e
spesso mi inviava testi di poesia, come questo:
Ti devo dire questa cosa di me.
Ieri hai aperto una scatola dove c'è qualcosa che non sapevo
di avere.
Devi sapere che sei il mio secondo uomo, dopo mio marito.
E' che ho vissuto assopita per tanto di quel tempo.
Sapevo che tu, anche in chat riuscivi a scoprire in me una
parte dei miei sensi che non sapevo esistessero.
E ieri ,ne è stata la prova.
Ieri notte mi sono toccata come tu hai fatto, ma non succede
nulla. Se non sei tu, non succede nulla.
Sei tu, che riesci ad aprirmi.
Io sono terribilmente imbranata, nel sesso. Dovrai farmi da
mentore anche in quello.....
Ma, mi hai portata ad un punto che non pensavo poter
raggiungere.
Cercherò di fare in modo di vederci domani, se non nevica, se
il lavoro lo permette, se mi libero di mia sorella se se se .. ma
lunedì, sarò tutta tua.
Mi è venuta la pelle d'oca al pensiero di me e te soli...
portami su alture di paradiso.
La tua cucciola.
… ti sento adesso.
ancora tu nella memoria
mentre mi graffi il cuore
nascosta nell'ombra della notte
mi doni l'infinito ripetersi di speranze infrante …
e solo l'oblio può placare quest'immenso desiderio
compagno di tutte le mie notti
che ne opprime il dolce sonno …
nel sentirti vivo nasce dentro un pianto
lacrime che cadono nel nulla
e nei sogni affievoliti tu dentro me
che sussurri parole oltre ogni limite …
e nel lasciarsi andare noi
uniti anima e corpo
ti sento urlare il mio nome
e togli l'aria al mio respiro …
questo restare assente
questo sentirsi vuoti
isolo la mente da me stessa
per non ferirmi
per non perderti.
ed ancora ti amo.
Come già detto era una donna dominante, trascurava molto il
credo cristiano, ed era egoista per se stessa e per arraffare tutto
ciò che ad essa gli interessava, ma questo lo capii presto, e non
volli farci caso, anche perché era, ero, eravamo amanti, e questo ci
rassicurava … si, ci distingueva da molti che soffrivano in amore,
sapendo di altri e delle loro storie complicate.
Ma era il nostro tempo e lo vivevamo a pieno, fuori da ogni
schema azzardando a volte l’impossibile .Mi chiedo ad oggi come
facevamo, noi folli incoscienti .
Capitolo 5
In uno degli incontri volle portarmi sul grande fiume Milanese,
L’idroscalo, preparò del cibo e con tanto entusiasmo volle che ci
fermassimo in quel luogo, a dire il vero niente di che, niente di
eccezionale, c'era molta vegetazione e una buona frescura, io
l’assecondavo anche se avrei preferito andare a letto con lei in
motel, ma evidentemente ogni tanto voleva evadere dal sesso, dalla
solita routine , un modo per parlare, per dirci e darci altro,
infatti scrivevamo qualche verso, gli indicavo il modo con cui io
scrivevo, ma a lei non interessava doveva fare di testa sua e spesso
la sgridavo, lei per un po’ faceva il broncio ,poi tutto passava.
Quel posto a mio dire triste non era il massimo per fare il
picnic, mi ricordava quel film degli anni sessanta ,Rocco e i suoi
fratelli, ove Rocco incontrò sul lungo idroscalo la donna che poi
uccise, insomma era squallido d’estate, figuriamoci di inverno.
Dopo aver mangiato qualcosa scrivemmo alcuni versi ,gli chiesi
di andar via da li e a malincuore non potemmo amarci quel giorno.
Anche in quella occasione non mancai di ricordarle che eravamo
sposati e che oramai la nostra storia andava avanti da due anni.
Non avrebbe mai lasciato la sua famiglia, come del resto io, ma
non era quello che volevo, volevamo.
Una certezza: che fosse più libera.
Si presentò l’occasione per andare a Genova, lei sempre
coperta dalla sua amica organizzò il viaggio.
Arrivati a Genova andammo nei pressi dell’acquario, non
entrammo, visitammo le varie delizie che esponevano molti venditori
nei vicoli storici di Genova.
Comprammo frittura di pesce e visto che non molto distante
c'era un motel presi una camera , entrammo e dopo un po’ eravamo
nudi sul letto a mangiare, finito il cibo cominciammo a fare
all’amore, a sfogare i nostri sensi sempre più profondi e
passionali.
La sua amica aveva fatto la stessa cosa con l’altro compare
,erano andati in un altro Hotel…
Quella, fu una gita breve, partimmo la mattina presto, tornammo
la sera a pensarci adesso non so se lo rifarei ancora, era tutto
leggero, pieno di patos, di furia cieca, era una passione che ci
soddisfava reciprocamente e non era poco, anzi era tutto.
Il tempo mi convinse che sarebbe stata l’ultima volta, troppe
le delusioni dopo questa magica esperienza.
Capitolo 6
E venne il tempo del raduno che io con cura organizzai .
In pochi parteciparono.
In sostanza avevo preparato tutto per bene, come un anno prima,
eravamo una ventina di persone tra donne e uomini, invece in quel
mentre , eravamo solo in Quattro.
Mia moglie aveva altri impegni e presi l'occasione .
Mangiammo di tutto un po’ e poi ci collegammo al nostro sito
letterario per leggere alcune nostre poesie postate, e per vedere
cosa avessero detto di noi.
Scrivemmo una poesia assieme e ci bevemmo il caffè insomma
tutto andò per il meglio, lei e la sua amica rimasero contente.
La sera la portai in Albergo che avevo già prenotato il giorno
prima, la sua amica era in un’altra stanza sola e io e lei assieme,
passammo la notte poi al mattino partirono .
Stabilimmo un altro giorno per incontrarci in un’altra
località, e mi dissero che sarebbero venute.
Passarono circa quindici giorni e vennero, io avevo prenotato
il ristorante proprio vicino alla grande piazza di quel posto
favoloso e romantico, una architettura bellissima, molto antica,
facemmo diverse foto assieme.
Era ancora innamorata di me follemente ed io ignoravo il
futuro, d’altro canto non potevo prevederlo.
Passammo una bella giornata, visitando chiese e musei, andammo
sul colle di quella città eterna .
Feci vedere alla sua amica che eravamo già stati, facendogli
notare la scritta sul muro mi sorrise , e mi disse sono invidiosa!
Vi chiederete come faccio a raccontare un qualcosa che evoca
ricordi d’amore ,di passione sfrenata e sesso rubato , di storie
ascoltate e mutate come se fossero veramente successe a me.
Se si vuole scrivere ed essere uno scrittore bisogna far
lavorare la fantasia, raccogliendo e elaborando storie successe per
integrarle come fossero tue .Come le stesse poesie che in qualcosa
che ti ispira il poeta elabora .
Seguo comunque il romanzo perché molto riguarda molti di noi.
Riguarda innanzi tutto le donne quarantenni, e cinquantenni , che
ad oggi vogliono evadere, provare quel sentimento puro, quella
soddisfazione sessuale che non hanno avuto, quel non so che, che
nemmeno loro sanno .Dunque provare quell'inferno clandestino che rode
il cuore ammalia la malia nel sentirsi femmina .
Viviamo in un’altra era in cui il virtuale aguzza il bisogno
,e chi meglio dei social può dare tanta enfasi, tanto richiamo a un
desiderio che s’è sfumato, si è appassito.
L’uomo che era un tempo non ha più iniziative e questo
favorisce la scelta che nel social diviene una preda, una vetrina che
per la donna è fiorente , può scegliere tra migliaia di boccaloni
che aspettano solo un cenno per cascarci a pero, a pesce morto.
Dunque le varie storie che nascono, poi finiscono, poi disfano
famiglie e si formano lamenti e lagne, ove il dolore aumenta ,la
solitudine affoga quel poco che rimane , logorano le menti dei folli
e trascurano l'importanza dell'io penso .
Può comunque essere utile a un incontro sincero ove nasce
l’amore che già in molti hanno trovato.
Ma i tempi cambiano ed è tutta esperienza,a volte positiva per
chi ha un briciolo di senno ,a volte negativa o positiva per chi ci
prova .
Non voglio fare il moralista, ma nemmeno il santo, o il maestro
che sale su una cattedra e detta sproloqui ,o crede di essere chissà
chi ,voglio narrare una realtà logica con semplicità e umiltà per
quello che sono e siamo ,per quello che il mettersi in gioco vale la
saggezza , la possibile determinazione .Il giudizio rimane a voi
lettori ,a sentirne la partecipazione che in esso mi trasmette
,quindi la mia storia è e resta coinvolgente per molti di voi ,come
detto per quello che il nostro tempo ci offre .
Capitolo 7
In uno dei tanti appuntamenti mi capitò di preparare tutto a
puntino ,ma avevo dimenticato una cosa importante, almeno per lei.
Mi precipitai per dare tutto me stesso e nella fretta di andare
al solito appuntamento con Beatrice avevo accelerato il mio da fare
e avevo dimenticato di comperare gli accessori per fare all’amore.
Nel viaggio ricevetti la sua chiamata , mi ricordava di
portarli, essendo ancora prolifera, io gli risposi che con quei cosi
non mi ci trovavo, ma lei fu perentoria, li dovevo procurare a tutti
i costi altrimenti niente sesso, mi suggerì di acquistarli a un
autogrill, meravigliato e sospettoso gli chiesi come facesse a sapere
che lì vendevano profilattici, lei ribadì che era logico che le
vendessero e così feci .
La frenesia mi fece perdere la parola, io che non avevo mai
comperato quei cosi un po’ strani, mai adoperati con mia moglie.
Mi chiamò di nuovo, “dove diavolo sei?” Sto arrivando gli
risposi ,mi accorsi che era infastidita ,e sulle mie guance mi
stavano colando gocce di sudore ,mi asciugai e ripresi il cammino .
Faceva caldo, avevo ormai fatto mille volte quella strada, una
autostrada a tre corsie, molto ampia e comoda, per me era come se
andassi in un luogo vicinissimo, pur essendo abbastanza lontano.
Il sole picchiava di brutto in quell'estate rovente e disegnava
lunghe ombre sul selciato, tenevo aperti i finestrini e ascoltavo
musica ,libero come il vento.
A volte l’aria era salmastra e maleodorante, c’erano molti
scarichi di vetture e poi quella zona di Milano è irrespirabile .
Quel pomeriggio la mia risata era tagliente, quasi ironica ,lei
la notò e mi disse : sei arrabbiato?
No risposi io mentendo ,e che con questi cosi non mi ci trovo,
e devo fare mille peripezie per usarli , non ti preoccupare mi disse
lei tranquillizzandomi te lo metto io dopo avertelo baciato. Sai
con questo caldo sotto il sole delle quindici c’è da morire.
Caldo? Quale caldo ? Fu la sua risposta ,per forza lei veniva
da pochi chilometri io da tanti, ,in macchina poi.
Quel giorno aveva portato dei doni , per un attimo fui tentato
di tirarli fuori, ma mi frenai, li aprì ed erano due magliette
estive e mi piacquero molto ,ora sono in debito dissi io , no non ti
preoccupare te li faccio col cuore ,e poi voglio che il mio uomo
vesta alla moda, con colori vivaci e non sempre scuri come vesti ora.
Rimasi impietrito mi voleva anche vestire a suo piacimento .
Comunque quel giorno fu il giorno dei regali, anche io gli
portai un anello d’oro, gli piacque molto, ma mi disse che non
l’avrebbe indossato perché il marito se ne sarebbe accorto, però
quando sarebbe andata via per qualche giorno lo avrebbe messo .
Dopo lo scambio dei doni ci mettemmo sul letto vestiti, oramai
il tempo era passato e lei come di solito aveva le ore contate ,ma lo
stesso la spogliai e la baciai dove a lei piaceva molto, cominciò a
gemere di voglia e la penetrai, si mise su di me e godette ululando
il suo piacere .
Capitolo 8
A quei tempi tutto sembrava appariscente , sublime!
Avevamo sfoggiato il meglio di me di noi, ridicoli commedianti
ci affamavamo di sola apparenza e tanta carne ingordi
gozzovigliavamo, come lupi consumavamo il pasto del piacere , Come
falchi ci avvinghiavamo e ci avventavamo sulla nostra stessa preda .
Ed era la stessa voglia a renderci schiavi e credevamo d’essere
felici.
Uno di quei pomeriggi mi uscì di bocca un suono fra un
singhiozzo e una risata, non sapevo io stesso cosa fosse, volevo
dirle quanto amore avessi per lei, parlavo, parlavo e mi ritrovai
inginocchiato davanti a lei ai piedi del letto, la gola mi bruciava,
avevo fumato molte sigarette ,fuori dal motel si era levato un vento
che spingeva le nuvole ,l’aria era afosa e l’odore della pioggia
ci raggiungeva perfino nella stanza, sprofondavo in una mistica
riflessione e cominciai a giurarle il mio amore, già espresso altre
volte, ma in quel momento volli rendere plateale.
Si sentì regina ,e mi carezzo il viso ,come un prete che
benedice i suoi fedeli,
Non disse nulla, non parlò ,sospirò soltanto, come se avesse
avuto il dominio irrevocabile su di me ,e si sentì padrona del
mondo, dominatrice di un nulla ,avara e traditrice, così la vidi in
quel momento e dopo un paio di anni tale si rivelò , come
l'onnipotenza il delirio si fece passione.
Di solito in quelle occasioni dopo aver fatto all’amore lei
si accovacciava per riposare le sue membra ,a volte addirittura
dormiva ed io non volevo, ma la lasciavo fare ,una come lei che
correva sempre per il suo lavoro , ma quello che mi è rimasto impresso
nella memoria era il suo volto, che cambiava colore ed era radioso
nel mentre faceva con me all’amore, un volto vitale pieno di luce e
d’amore, me lo mostrava solo quando eravamo in intimità ,era
strano ed era cosa mai vista. Era sempre un piacere vederla e a dire
il vero era una storia davvero cupa, opaca, la signora oscura e il
poeta dall’animo tenebroso che scrive per lei le liriche migliori.
Di solito ci portavamo dietro diverse poesie, ci leggevamo, lei
spesso leggeva le mie per carpirne il senso e il contenuto che
solitamente era rivolto a lei, se notava qualcosa di diverso tra le
righe me lo faceva notare si evinceva l’ardore, ma anche il dubbio,
una gelosia che a lei era concessa, a me, no , non era ,forse come
detto la direttrice di tutto era lei, e bisognava sottostare al suo
volere, questo per me era rabbia, non sopportavo tanta arroganza, col
mio carattere che mi trovo figurati se cedevo, quindi spesso
discutevamo energicamente ,forse fu proprio quel comportamento che mi
irritò e portò ad allontanarmi piano piano.
La pubblicazione della nostra antologia di poesie.
Avemmo poco successo ,ma una grande soddisfazione aver fatto
pubblicare un nostro libro, libri invenduti, alcuni messi in disparte
a marcire o regalati ad amici e conoscenti.
Io da poco avevo completato gli studi mi sentivo un po’
profano, anche perché era un altro genere di scrittura narrante,
rivolta alla narrazione e le varie forme di idiomi da tradurre in
Italiano, a volte in dialetti o miscugli di espressioni di
tabernacolo e espressioni maccheroniche, tutto questo per me fu
esperienza dalla quale traevo cultura.
Ripassavo una storia in me dimenticata.
Davo quindi una tesi da autodidatta ,ove più volte mi cementai
a tradurre, a capirne il senso per dare alla mia cultura il meglio di
me.
Io che da giovane avevo solo frequentato e ricevuto il diploma
di stato.
Capitolo 9
Da allora sono passati molti anni ,e di tutta la storia ho
ricordi confuse.
Rimembrare tutto è come rivivere un passato nel presente e mi
fa male ricordare intensamente ho vissuto quella storia.
Mi concessi una vacanza, presi il treno per andare al mio paese
nativo , ma lì all’infuori di qualche amico nulla mi restava, mi
bastava vedere la mia terra nativa.
Finalmente libero da ogni pensiero mi rilassai nel vedere dal
finestrino tanta natura.
Arrivai di mattina, presi un taxi, così chiamato, ma in realtà
era una macchina guidata da una persona senza permesso, si pattuiva
il prezzo e ci accordammo per andare al paese , qui avevo, ho ancora
diversi parenti .
Il paese è situato su un colle ed è molto antico, un tempo
era un feudo, gente che nell’anno mille venne a dominare i vari
principati dalla lontana Normandia e fecero costruire lì il loro
castello.
Il paese come detto ha diverse chiese molto antiche e molte
acque sorgive ,un posto molto bello che domina tutta la vallata .
Non potei fare a meno di pensare a lei, volevo togliermela
dalla mente provai a distrarmi, a concentrarmi sulla ricerca di
studio e andai per molti archivi ove la mia cultura potesse
elaborare il mio culto di autodidatta.
Questa vacanza mi diede respiro e mi caricò di tanta energia,
dopo aver visitato i luoghi della mia infanzia ,tutto ricordai ogni
minimo particolare.
La vacanza era finita e tornai a casa, lì mi attendeva la mia
famiglia, i miei figli, mi mancavano, come del resto mi mancava
lei. Era un po’ che non la vedevo.
Si avevo trascurato un po’ tutto per riprendere il mio
cammino e riflettere bene su quello che stavo facendo con Beatrice.
Una volta sistemati i bagagli la chiamai, gli chiesi se gli
andava di vederci, lei un po’ musona ,mi rispose si, e come al
solito ci incontrammo di lunedì.
Nulla era cambiato, e visto che era d’estate la portai sul
lungo lago, pranzammo e andammo a fare una bella sembravamo due
personaggi famosi, e con aria stravagante costeggiammo tutta la costa
,o quasi.
Riparlammo della situazione famigliare, ma era un argomento
ormai chiuso per lei, voleva prendere giorno per giorno il meglio,
non nascondeva il suo egoismo, lo avevo ormai accettato,
La tensione comunque aumentava, e senza accorgerci stavamo
distruggendo quello che avevamo chiamato amore.
Capitolo 10
Il tempo passò veloce e dopo quei due anni di fuoco, accesi da
tanta passione e frenesia , trovammo un giusto equilibrio anche
perché io non potevo permettermi tanto lusso, non avevo denaro a
sufficienza e a volte dovevo rubare i soldi dal cassetto del negozio
di mia moglie.
Rallentammo, non ci vedevamo più ogni lunedì di ogni settima,
ma ogni quindici giorni, presi occasione per dedicare più tempo alla
mia poesia e presi in rassegna vecchi canti che avevo scritto anni
addietro, ne vedevo la differenza e li aggiornavo, oramai divenni
bravo a scrivere e mi sentivo più sicuro, io che ho avuto critiche
ironiche su siti letterari, avevo imparato a concertare i suoni
poetici e in me scaturiva la musica.
Pensai che sarei diventato un buon poeta, vista la banalità
che c'era in giro.
Molti in poesia rendevano lagna i loro problemi credendosi
poeti.
Maschi presuntuosi anch’essi subdoli della loro ignoranza e
inadeguatezza.
Messaggi per far colpo su qualche donna disperata ,affamata di
sesso e piena di rancori.
Per un po’ di tempo ho cercato di seguirli, consigliare nuove
forme espressive, ma poi rinunciai, in loro tanta ipocrisia, era
meglio ignorarli.
Cercavo di correggere anche Beatrice, ma non era possibile, si
offendeva come tutti gli altri.
Pochi erano poeti veri e con quelli c’era una intesa profonda
e tanta intelligenza e sensibilità .
Andai ancora al negozio di Beatrice ,era inverno e sotto
l'intemperia, tra acqua e neve io ero lì a fargli compagnia a vedere
il suo sorriso che piano, piano mi abbandonava.
Mi tirò a sé di nuovo e ogni volta cascavo tra le sue
braccia, mi chiedeva perché non vivere quel tempo così misterioso,
io abituato a mettere tutto in chiaro non ero portato per i suoi
giochini.
“Perché mi dovrei fidare di te?” mi disse ironicamente.
Perché io sono il tuo uomo gli dissi , tu la mia donna e
perché tutto ciò che ci è successo.
Mi morì la voce in gola, non sapevo più cosa dirgli, e gli
dissi sottovoce: non so più come dimostrarti il mio amore, avrei
fatto bene a lasciarti due anni fa, d’estate quando a tarda sera ti
avevo detto che ti lascivo, e tu hai pianto.
Arrivò l’estate e nel frattempo ci vedemmo ancora ,andammo
ancora al motel, ma non era più come prima, guardava spesso l’ora
e spesso il marito la chiamava, a me dava fastidio e gli dicevo di
tenere chiuso il cellulare, cosa chiamava a fare?
Ci demmo appuntamento per il saluto delle ferie e io già ero
pronto a lasciarla ,mi ero psicologicamente preparato e non c’era
pianto che mi potesse far cambiare idea .
Capitolo 11
Il bacio crudele
Per una femmina ho arso la mia vita !
Ho ceduto ad un impeto affamante :
ad una debolezza che s’avvolge ingorda;
in crudezza si rivela e pena.
Mi lasci il bacio crudele del destino
e dal sordo raggio la fiamma avvampa .
Mi lasci la miserevole sembianza
il cui pallore il cuore affligge.
E ti ho confessato l’amore!
In te vivevi il mio giardino,
la frescura d’una palma era refrigerio
vivevi il mio pregio della mia vita.
Rauca fu la parola dell’addio,
copristi il tuo rossore con false lacrime,
pianificasti il tuo scopo ;
ove era annidato il magma dei vulcani .
Ma poi , poi tutto finì
e fosti l’attrice vagabonda ,
che nel suo corpo come sulla scena
è di tutti e di nessuno.
Tutto lasciasti, persino l’odore della mia pelle:
le fitte del dolore che ad oggi avrai ancora ,
lasciasti i guizzi d’allegria ;
la tua bella fronte dove io ti carezzavo .
Lasciasti echi di freddo
rotti come stracci ,
avviliti dormono strappati nel cuore ;
nell’aria frugano la tua voce rauca.
Ti vedevo molto bella quel tempo!
E sentivo l’amore in tutte le tue vene,
nelle mie il sangue palpitava ;
irrompeva il forte desiderio .
Fu l’ultimo bacio il tuo,
il più crudele !
Giovanni Maffeo Poetanarratore .
Dopo di che scrissi la poesia ,il bacio crudele !
Ci vedemmo per il saluto ,ed io ero deciso a lasciarla.
Mi sorrise come al solito ed io gli dissi : ti lascio ,non me
la sento più di combattere , tu vuoi tutto a tuo modo e non mi lasci
mai spazi per decidere anche solo una piccola soddisfazione, quindi
addio !
Un pianto sul suo viso, mi disse, no, io non voglio lasciarti
,quando torno dal mare ne parliamo lasciami riflettere…
Cosa doveva riflettere?
Ancora oggi non l’ho capito..Mi diede il bacio crudele e me ne andai senza voltarmi
indietro, come se mi avesse lasciato lei, non io.
Da quell’ultimo appuntamento ci furono messaggi e chiamate, e
per un anno intero non ci vedemmo, lei tentava di portarmi al
ragionamento per farmi capire l’impossibile ed io mi incazzavo
ancora di più.
La minacciai dicendo che avrei detto tutto a suo marito, che
sarei andato lì in negozio se non la smetteva di chiamarmi, era
finita, dunque non volevo più vederla .
Non sapevo come fare, impazzivo, pregavo dentro me di poterla
riabbracciare era stata per me una grande storia
Io continuai a stare male finché un giorno chiamai la sua
amica per sentire da lei come stava Beatrice?
Mi disse che stava bene e che era meglio per entrambi chiudere
la storia, oramai l’avevamo distrutta.
Mi rassegnai e promise a me stesso che mai avrei voluto
un’altra storia di quel genere.
Troppo dolore.
Passarono altri due lunghi anni e un bel giorno mi chiamò :
“ciao , come stai?”.
Bene dissi io ,sorpreso..della telefonata.
Mi disse che voleva sapere solo come stavo. Pensai tra di me
che volesse tornare assieme e riprendere il nostro amore .
Il battibecco :
Beatrice : io devo stare lontano da te ,lo devo fare
IO: ma che ti succede : io devo vivere la mia vita
LEI:tu mi spaventi ancora
IO: ma cosa ti ho detto, stiamo ridendo
no disse lei ,io piango .
IO: ma allora cosa, cosa c'è ?
LEI: la mattina accendo il cellulare e la prima cosa che faccio
è volerti mandare un saluto,e non devo più farlo.
IO: ed io ti rispondo me lo avevi detto tu ed io lo faccio, non
ti sei chiesta il perché LEI: perché non riesco a dimenticare
subito ho bisogno di tempo,che il tempo passi ma passa lento e io sto
male .
IO: ma io cosa sto facendo di male?
LEI: nulla, aiutami è cambiato il mio modo di essere.
IO: allora dimmi cosa vuoi fare , mi hai detto di risponderti e
lo faccio, se non lo facessi sarei un cane ,ma lo faccio e per me non
è cambiato nulla , devo dirti che non voglio più sentirti
LEI: dovresti lo hai detto ricordi? Dovresti farlo dissi, si
perché è successa l’incomprensione.
LEI: no non chiamarle incomprensioni,: ma dobbiamo piano piano
imparare a fare senza di noi.
IO: resta il fatto che io non ho fatto nulla tu invece mi hai
trattato come se fossi un estraneo quel giorno lo ricordi o te ne sei
dimenticata ,ma per me non è cambiato nulla, e non riesco più a
scrivere
LEI: tu eri pronto a farmi del male ,a me ,ed alla mia
famiglia, invece di fare in modo di essere prudenti.
IO: si vero è quello che dico da sempre, mi preoccupavo come
al solito e come al solito prevedo casini ,dovrei stare zitto non so
far finta di nulla e prendere ciò che mi dai è approfittarmi di
tutto ciò ,ma io ,si da il caso che sono onesto e sincero e
succedono queste cose assurde ,capito ora?
Lei : comunque sia ora io sono diversa e ho capito e non voglio
mai più ritrovarmi così ad aver paura .
IO: se tu vuoi riallacciarti con me ti voglio come sei e non si
cambia una persona da un giorno all’altro se è quello che si è
che paure devi avere, devi cominciare tu a non averne, vedrai che
anche io non ne ho
LEI: io ora rimango tranquilla nel mio quieto vivere e tu sei
nei miei pensieri sempre , ma non voglio per ora vederti ,non posso,
non riesco,non chiedermi perché ,non lo so, ho conosciuto un uomo
diverso che mi ha fatto paura , io: come faccio a cambiare ?
lO: vedi tu è una tua scelta , e sia !
Lei : se solo tu avessi detto questo prima di dire il contrario
non saremmo qui ora, ma nella nostra stanza a fare all’amore .
IO: se ne dicono di cose ed io sono sempre uguale e non cambio,
sono e resto il tuo uomo e ti amo ,altro non so cosa dirti, ripeto ,
non faccio e farò mai del male a nessuno , rimarrai sempre una parte
importantissima di me, quella vera, nessuno ha mai saputo darmi
tanto.
Era tutto finito, lei non era più la stessa l’innamorata di
una volta ,e cercava mille, aveva la fottuta paura che il marito lo
sapesse e voleva metterci rimedio .
Incominciammo a rivederci di nuovo ,ma non eravamo più quelli
di prima, lei non sapeva più come mettersi, come vestirsi e una
volta al motel si presento nuda, col solo soprabito addosso…
Mi fece senso sembrava una donnaccia per lei c'era solo sesso, ma d’altro canto lo era sempre stata ,come fidarsi ancora
dopo quello che mi aveva fatto passare ,e meno male che aveva paura
di me, figuriamoci se non lo avesse avuto .
Con la mia stupida astuzia gli feci confessare cosa avesse
fatto in quei lunghi anni ,mi disse che era stata assieme ad un tipo,
che la soddisfava e che a letto era una meraviglia … che zoccola
pensai tra me , e me, ora se ne viene da me perché quello la vuole
costringerla a seguirlo …
Voleva che andassi a soddisfarla ancora, ma per farla penare
gli promettevo cose e mai ci andai più, per un altro anno mi
telefonò continuò a scrivermi a inviarmi foto di lei nuda, mi
pregò di vederci e per fino volle fare sesso telefonico, lei la
puritana innamorata era caduta tanto in basso.
Gli dissi di tornare con l’altro amante visto che la faceva
godere anche lui, ma lei voleva un uomo sposato per fare i suoi porci
comodi.
Ci siamo amati
Ci siamo sempre amati come se fosse sempre l’ultimo giorno,
perché ognuno di noi sapeva che l’ultimo giorno sarebbe arrivato.
Pareva che sapessimo già che i nostri cuori ce li saremmo
riportati indietro incerottati.
Ci amavamo con la consapevolezza che non ci saremmo mai
appartenuti l’un l’altro, con le bugie delle nostre promesse
eterne.
Sfruttavamo ogni centimetro della nostra pelle, ci scambiavamo
l’anima per sentire e sentirci l’amore che avevamo dentro di noi.
Avevamo un gran disperato bisogno d’amore, da ricordare, da
assaporare, da portarci dentro come un salvadanaio dei nostri
ricordi.
Ci siamo amati per vivere quel po’ che basta, per dare un
senso alla nostra vita.
Ci siamo amati cosi tanto da decidere dentro di noi di
ingannare la felicità, di truccare la disperazione, di sorridere
alla malinconia.
Ci siamo amati come se fosse stato un regalo inaspettato, un
dono chiuso con un Filo d’oro, uno di quelli che non potrai mai
slegare, ma conosci già la sorpresa.
Ci amavamo e sognavamo.
Ci amavamo e piangevamo.
Ci amavamo e morivamo, entrambi.
Come il primo giorno.
Come l’ultimo.
L’ultimo giorno .
Fu per telefono ,dopo una animata discussione che gli dissi con
franchezza quello che andava detto: poteva fare le corna a suo
piacimento al marito quanto ne volesse, ma non più con me.
Finiva così quella storia dopo cinque lunghi anni, devo dire
che ne sono uscito bene, lei non lo so, ma se ricominciasse a
chiamare al cellulare con qualche altra scusa volesse rivedermi, la
differenza ormai è abissale Per me è stata qualcosa di sublime ,io
per lei solo soddisfazione sessuale .
Capitolo 12
No, il romanzo non finisce qui ,continua!
Non avrai più i miei giorni
e adesso vai !
La mia pazzia è di ricordarti ancora .
No , non avrai più i miei giorni ,
i tuoi l’hai persi dentro un labirinto .
Adesso e per sempre
sarà per te rimorso e rimpianto,
anche se in apparenza proverai il passivo brivido .
In quei giorni ti dissi :prega!
Prega per noi , nel sudario spento ,
insegui l’anima mia ,
il tuo inferno sarà meno lancinante ;
già allora rinnegasti l’amor proprio .
Non avrai più i miei giorni
e altri che verranno ti saranno bui,
la strana voglia ti apparirà nei sensi
e le opali gemme luccicheranno al sole .
No ,non avrai più i miei giorni ,
io i tuoi anni spenti! Indolenti i languori
sconfinano tra gli orizzonti ovali ,
verso altre mete stillano
a rivestire campi di voluttà eccelse .
Vanno a ricevere carezze languide
pieni di pathos e furtivi piaceri ,
a cancellare la livida acredine
l’infausto amore a me ostile .
Non avrai più i miei giorni !
Né capirai la cupa afasia ?
Né riceverai la mie lusinghe altere .
Rimarrai nella tua isola …
Sul trono delle ovattate illusioni .
Giovanni Maffeo Poetanarratore .
Capitolo 13.
La comodità del virtuale ad oggi è una magnifica condizione,
molto entusiasmante specie per le donne che in ogni posa fanno vedere
le loro grazie ,da qui come detto molte storie si susseguono, vi cito
le più importanti ,anche perché non sarebbe più un romanzo.
Una carneficina di sesso e ove la carne rimane il centro della
narrazione, quindi detto le mie poesie sul web, in molti blog , e
siti letterari, mi attengo al gioco e traggo spesso attenzioni di
donne frustrate, addolorate dal loro stesso male, il male di non
avere un uomo valido accanto, che non le fa godere a sufficienza e
non le soddisfa .
Ebbi così molti approcci amorosi, alcuni dei quali
interessanti e piacevoli, attraverso la poesia ,arma letale ,
indelebile che le donne colpisce ancora con furore e tanta
spietatezza .
Un relazionarsi immediato ove l’esplicito palese e diretto,
corteggiare dunque una donna è facile sul web.
Ma la forma di approccio, di mostrarsi vergine agli occhi del
nuovo mal capitato è fare apparire una verginità indefessa, quasi
pura e le parole sono sempre le stesse…
Da qui le varie affermazioni , di alcune:
Io in un uomo non cerco la bellezza ma l'intelligenza , le
persone belle e stupide non mi dicono niente.
Un uomo mi deve conquistare prima la mente, poi il corpo .il
corpo e solo l'involucro che con il tempo deperisce,
ma la mente se hai la fortuna di tenerla sempre allenata non
cambia….
Devo innamorarmi…..
E’ qui l’inghippo , per molte mettere le mani avanti vuol
dire, io sono casta, sono una donna seria ,quindi la pretesa di dire
: devo innamorarmi ,resta un dilemma di presunzione, non dicono,
dobbiamo ,ma debbo, cosa diversa.
Credo che sia una giustificazione sincera, ma solo
all’apparenza.
E il discorso continua :
Lei ribadisce : tutto così difficile , io come donna trovo
solo quelli che mi vogliono portare a letto , ma per me non è questo
l'amore . L'amore e una cosa sublime che
unisce due persone, che condividono interessi , si rispettano e
si aiutano nel momento del bisogno.
Andare a letto si fa presto e una necessità fisiologica per il
maschio , la donna è diversa ha bisogno di altre cose , il sesso
arriva un secondo momento.
Ti puoi innamorare di una persona anche solo sentendola parlare
e da come ragiona.
La bellezza è relativa ed è la prima cosa che passa , dopo
restano altre cose che comunque ti danno soddisfazione .
Infatti il discorso fila, ma per ogni evenienza meglio mettere
le mani avanti.
Basta conoscersi bene , e non rifiutare un qualcosa che
potrebbe essere l’incontro giusto, senza lagnarsi e farsi compatire
da altri ,a tal punto di esprimere dispiaceri.
Cinque mesi sono passati , la mia anima ancor non ha trovato la
pace
Ogni settimana come una bambina vado a trovare la mia
psichiatra
Dolcissima persona , attenta a tutto mi fa domande e mi
ascolta
Ma io , mi sento sempre più vuota
Cambiamo terapia ,
parliamo della mia vita
Ma il dolore mi scava dentro e non c'è
terapia che tenga
Non so più chi sono , e cosa voglio fare e nel
profondo del anima sento il male
Mi sento svanire nei giorni a
venire e il buio profondo mi prende in giro
Oggi una pastiglia in
più e tre gocce in meno
Ma la mia anima cerca il veleno
Ormai
sono stanca e un peso per tutti
Mi sento smarrita nella mia set
essa vita
Per quanto tempo ancora dovrei soffrire , prima di
morire ?
Le mie giornate sono tutte uguali , mi prendo cura di un
figlio , un uccellino e un cane
Mi manca qualcosa che non voglio
capire
E mi torna la voglia di morire.
Si arriva dunque a un bivio e si perde la ragione ,ogni
speranza resta vana ,resta il buio ,la paura di affrontare nuovamente
la vita ,che tristezza, che malinconia, che delusione ,a domandarsi
quale inferno si vuole .
E allora …
Lei gioiva
Lei gioiva al pensiero d’essere avvenente !
Nel suo cuor sapeva che era solo scempiaggine :
quanta l’ingratitudine che in essa l’opprimeva ;
di quella clessidra il suo tempo inabissava.
Si sentì lontana da tutti …
Abbandonata da se stessa fuggiva dal passato ,
si sentì diversa e offesa
come un vento grigio tra le foglie poi volava .
Lei soffriva del suo dramma ,il suo inferno!
Per non restare sola
viaggiava su mondi paralleli …
Lì l’arcigna pioggia oscurava il suo stupore .
Praticava il gioco delle tre carte :
chi vinceva pagava a caro prezzo ,
paga ancora il graffio che gli fu fatale ;
dietro di se lascia, una scia di aloni .
Furono le azzurre onde
a distoglierla dalla sua malinconia ,
a brandire la sua musica soave ;
dei baci macchiati ne rimane solo uno .
Lei pativa il suo mal d’amore !
Ruotava la sua luna nera
ove l’ebbrezza potesse inebriarla ;
sentiva la voglia di essere di nuovo amata.
Lei gioiva il mal d’amore gli rodeva !
Poteva fare ancora il salto folle,
libera tra i propri amori cantava …
Ma lesse di un poeta e fu gioia ,
riprese a sognare;
a sentire i sordi echi .
Giovanni Maffeo Poetanarratore .
E ancora :
Io sono ancora una sognatrice , e vorrei vedere un Mondo sano
con dei sani principi e gente che si vuole bene e si rispetta per
davvero .
Odio la falsità e la menzogna , so che con il mio carattere
farò poca strada ma non mi importa niente , forse sono ancora troppo
ingenua per la mia età e mi fido ancora delle persone anche se ho
avuto tante fregature . Quando nasci così è difficile cambiare . Io
amo il mondo e tutto quello che di buono in esso .
Parole sagge e in apparenza vere ,quello che si augurano tutti,
ma la vita non è un sogno e quindi bisogna aguzzare l’ingegno,
capire con chi si va e prima di andarci a letto mettere in chiaro
tutto quello che la relazione offre, e non andarci prima a letto e
farsi venire la depressione ,mi viene un sospetto al quanto
malizioso: allora il piacere della carne a mio dire è voluto ,e
quindi perché poi lagnarsi dopo ?
Interrogativi che non hanno risposte, come detto più volte
fanno rabbrividire, fanno allontanare l’approccio vero, da quello
malizioso, da queste persone a mio dire malate ed è opportuno
lasciarle nel loro brodo fatto di angosce e solitudini ,mentre
un‘anima pura ,desiderosa d‘affetto, pronta ad amare resta causa
del peggiore opportunista .
E dunque si arriva a una analisi logica, a un dunque, ove usare
tutte le buone maniere dovute, corrisposte e dettate da un galateo a
mio dire in disuso, si arriva a un nulla, dove la donna ad oggi fa la
sua scelta ed è la dominatrice della situazione, ritrovandosi
poi sola e piena di paure ,di diffidenza.
Gli resta come detto, la gratificazione ,il gioco piacevole ove
magari per un anno ha la sua gloria di un amore platonico per poi
rifugiarsi in angoli bui.
Non voglio sembrare un impostore, o un egoista che vuole tutto
per se ,l’uomo che strapazza il sesso e lo rende ridicolo nel
giudicare, lo sciupa femmine di turno che se ne fa tante e poi le
abbandona , no non è così, l’evidenza dei fatti,della cronaca
ogni giorno ne è piena.
Il ridicolo comunque esiste, c’è ed è palpabile, specie
negli approcci virtuali .
Ripeto non voglio buttare tutto in un calderone bollente, la
realtà mi suggerisce la frustrazione di queste mal capitate, senza
amore, piene di problemi e tanto sconforto, con famiglie, separate
con figli,senza un lavoro e non si rendono conto che il loro tempo
passa, mi chiedo come sarà la loro vecchiaia ?
Tanto per darvi dei cenni: mi capitò una donna che mi chiamava
al cellulare cinque volte al giorno, mi parlava di lei della sua
storia che aveva avuto con un uomo sposato, lei pure e pretendeva da
me come potesse dimenticarlo.
Aveva avuto una ampia relazione e come io con Beatrice aveva
sfoderato tutto il suo sciarm di donna attraente .Tante le volte che erano andati a letto assieme, fin quando un
giorno lui si stancò, all’incontrario di me con Beatrice ,che
avrei continuato e chissà magari anche condiviso la mia vita.
Ma questa tipa rimase male, molto male! Da me voleva una spalla
ove appoggiarsi moralmente, voleva che la gratificassi ,mi venne
spontaneo dirle che non ero il telefono amico, ma una persona in
cerca d’amore ,quello vero .
Come lei un’altra e un’altra ,tante come lei.
Mi scrisse una lunga lettera d’amore come se fossi il suo
uomo ,non gli diedi tanto importanza, anche perché era lontana, ma
la vidi in ospedale, era venuta a nelle mie zone a farsi fare un
intervento, rimasi scioccato per la sua bruttezza e con parole
accomodanti la lasciai promettendole che ci saremmo risentiti.
Non gli telefonai più era troppo brutta.
E ancora un’altra: la incontrai molto tempo fa su un sito
letterario ,poi su un social.
Ciao come stai mi disse tutta pimpante?
Bene dissi io, e alla domanda come stava in amore mi rispose:
sto benissimo, amo mio marito e guai a chi me lo tocca , sono persino
gelosa, bene dissi io sei fortunata allora. Mi confessò in via
confidenziale che c’era un uomo che gli piaceva ,che come donna
doveva usare una tattica alquanto distaccata e piano, piano
avvicinarsi a lui , quindi era necessari la prudenza ,prima che
magari gli dicesse di no, e lei essendo donna non poteva sostenere un
suo rifiuto, ci sarebbe rimasta troppo male.
Quindi mi disse che ci stava lavorando ,rimasi ,allibito,
scioccato ,quasi non capivo cosa volesse significarmi ,e gli lo
chiesi ancora :ma davvero?
Si ,disse lei mi piace da morire e con lui farei un bel
capriccio.
Tra me pensai che non era possibile una cosa del genere ,che
prima mi diceva che amava il marito, poco tempo dopo amava un altro,
forse anche la sua mente era sconvolta, forse come tante altre voleva
quello che non aveva più da suo marito.
Mi impietosì, e la compatii al tal punto che non volli più
sentirla, s’era resa ridicola con le sue stesse parole ,quindi per
giunta ignorante .
Era una bella donna e mi piaceva molto, anche lei come le altre
soffriva il mal d’amore e cercava la soddisfazione tra la miseria
il vizio sessuale .
Alcune mie poesie sono ispirate dalle diverse situazioni, danno
in me l’impulso poetico e ne traggo canto .
Lei conobbe la sua natura
Conobbe se stessa la bella amata !
Tra le sue parole i magnifici versi …
l’amore fiorente gli apparve chiaro ;
la sua vera natura gli dava sole .
Ora sei la femmina guerriera !
Col nulla combatti il male …
mordi le colpe dei vili traditori ;
in te riapri i cieli tra le nuvole .
Fu violento l’impatto col destino !
Mai ti eri vista tra i frantumati specchi ,
non ti eri accorta che il buio incombeva;
del tuo dentro ch'è sera assopito.
Conoscesti il pianto che fu avaro ,
l’inganno che ti fu accanto ,
le egoiste emozioni ti furono nemiche .
Oggi hai me che ti sostiene .
Oggi conosci l‘ora dell‘amore !
Getti via lacrime di gelo
nella palude dei loro mali .
Lei conobbe la vera sua natura :
sapeva di essere orgogliosa , fiera !
La donna dal carattere puro .
Lei sa , che nel suo cuore
può entrare un amore vero .
Giovanni Maffeo Poetanarratore .
Capitolo 14
Si, ne traevo canti, molto seguiti dalle donne, che sulla
platea virtuale erano da loro molte apprezzate, forse perché si
ritrovavano in esse, ed io ero soddisfatto, una gratificazione che mi
applaudiva e mi dava coraggio per continuare.
Fare sempre meglio, dare loro un supporto ove potessero
ritrovarsi e godere dell’attimo fuggente, illudendosi per poche
ore.
Anche io stesso avevo notato in me un cambiamento radicale,
l’esperienza avuta nel passato dava i suoi frutti, ed ero sempre
più certo di essere un poeta.
La macchina della vita in me continuava a camminare, a salire
quella scala naturale che desideravo da tempo, un orgoglio che mi
portava alla ribalta.
Rivalsa per avere ricevuto solo che ingratitudine e a volte
ingiurie.
Potevo finalmente andarne fiero ed ero sicuro di me stesso:
nello scrivere, nel poetare, nell’espormi a conversare con persone
più colte di me, gente studiata, universitari e insegnanti, io
piccolo e umile autodidatta chiedevo rivalsa, umilmente esponevo il
mio concetto ,il mio vissuto.
Da questo vissuto appunto, ricavo questo romanzo ove narro il
vero, il cambiamento di un’epoca poco felice, come detto sofferta
dalla crisi, da tante situazioni esistenziali .
Erano gli anni duemila quattordici e la crisi economica stava
soffocando l’economia reale, metteva in ginocchio ogni prospettiva,
ogni realismo, ogni idealismo politico, la gente era spaventata, e
non credeva più a nulla, quindi un incerto futuro per i giovani e
per gli stessi genitori. Calavano le nascite e lo sbandamento
cominciò a farsi sentire e vedere .
Torno quindi al titolo che ho dato a questo romanzo:
quale inferno vuoi? Quale volevamo ,quale volevano le molte
donne e i tanti uomini?
Tutto andava allo sfascio, un avere di demolizione infinita.
Erano molte le separazioni e aumentavano tra i giovani le
convivenze, paure queste che messe in evidenza dagli stessi genitori
portavano all’insicurezza sociale e personale, analogie queste che
coinvolgevano tutti i ceti sociali e non , in particolare le
disquisizioni tra le parti, tra le coppie, in particolare in quelle
avanti con gli anni, da qui lo sbandamento, anche sessuale, di molte
donne e tanti uomini. Una moda alquanto ambigua, molte madri copiano
le figlie per mettersi in evidenza, uno spirito di rivalsa senza
pari, ove poca era la sostanza, somigliare alla figlia per
conquistare ciò che si era perso, provare altre emozioni che la
stessa crisi propone, gli propina , un déjà-vu che scuote le menti e fa
sentire un nuovo bisogno di vita .
Quindi la crisi, opportunità ai bifolchi di approfittarsi di
donne allo sbando , di fare loro la cavia vivente sfruttare il
momento a loro propizio .
Da qui molte furono le stragi familiari: il maschio umiliato e
avvilito, impotente fallito dalla crisi, dalla stessa moglie o
amante, non potendo più sostenere un certo tenore di vita, quello
che era il benessere acquisito, mantenere una famiglia con figli e
una amante sempre più esigente e stravagante , ,molti perdevano il
lavoro, altri le ditte con cui avevano fatto i vari impegni economici
e sentimentali.
Succedeva dunque quello che per cinquanta anni era stato
ricostruzione, molti i suicidi, molti si sparavano o si impiccavano,
uomini orgogliosi che avevano dato tutto per realizzarsi e creare un
benessere per loro, per la famiglia.
Nella donna tutto un po’ diverso.
Anch’esse depresse, sfaceli amorosi , erano sempre meno
dominanti, tra i tanti maschi non riuscivano a trovare quello giusto,
quindi un lascia e prendi ,diveniva vizio e assuefazione.
Internet l’ultima spiaggia e con l’evento del virtuale una
platea appetibile, una vetrina ove possibile esibire le migliori
qualità per farsi scegliere, e permettersi a loro volta la scelta
finale, il meglio della piazza, una forma a dir poco sconcertante e
nauseabonda, come detto più volte egoistica, dove far nascere nuovi
amori, nuovi amanti.
Il mio caso con Beatrice ad esempio e altri narrati in
precedenza.
Il lavoro una chimera, chi riusciva ad averlo un fortunato,
anche qui la donna costretta a scendere a compromessi, darsi al
maschio per ottenere un posto di lavoro.
Il vizio ,la babilonia promiscua aumenta, con l’emigrazione
poi di tanta gente extra comunitaria si completa l’opera, molti i
buon samaritani che con false promesse e parole sparse al vento fanno
i propri interessi alla faccia dei miserabili venuti.
La recessione dunque porta alla deflazione, i prezzi calavano,
ma che comunque pochi acquistano, si ferma un processo evolutivo mai
così ferito dall’economia.
Continuano i suicidi , le tragedie familiari, ove donne e
uomini ammazzano i loro figli per le depressioni e disperazione
creatasi, incoscienti di un’esistenza.
Nasce, aumenta, per disperazione il disprezzo verso gli altri :
È una mia veduta per cercare di carpirne il senso.
Parlo dunque di disprezzo perché ogni cosa è disprezzabile ,a
mio avviso questa parola dovrebbe essere cancellata dal vocabolario,
ma comunque ci da modo di capire e comprendere quanto questo
sentimento sia sempre più presente tra la gente.
Una volta,una bella signora mi disse che sarei rimasto solo se
facevo il cocciuto ,se mi distaccavo da compagnie e non frequentavo
persone della stessa cerchia poetica, se con lei facevo l’ostinato
e l’offensivo … insomma dovevo essere un burattino a commando.
Era Beatrice quella donna .
L’indiscutibilità quindi viene messa in primo piano ove c’è
l’anticamera dell’egoismo fascinoso in ognuno di noi un
sentimento questo che porta alla crudeltà e divide sempre più
l’essere umano…
Scrivo da circa un ventennio e credetemi di tutto ciò, con
l’unico obiettivo di far trionfare il sano buon senso.
Conoscenze ne ho fatte con forti delusioni mi riferisco
particolarmente al nostro io interiore che sta cambiando
geneticamente.
Comunque sia non ho nessuna pretesa ma preoccupazione per ciò
che nell’essere umano sta cambiando.
Questo lamento è dovuto, anche se appunto in forma egoistica
ma dovuto, può aprire gli occhi a qualcuno … a me le ha già
chiusi da tempo, li apro soltanto per vedere il cammino della vita e
non inciampare in qualcosa che già mi ha fatto cadere … comunque
voglio solo buttare fuori quello che penso.
Penso che l’egoismo vive e regna in noi … e come scrissi
una volta , dissi che solo nel peggiore dei casi uno si rende conto
che sbaglia, talmente forte che appunto non ci fa vedere il bene
altrui, il senso vero dell’amore.
L’oltraggio alla vita umana, al comprendere che la donna è
vita.
Molti dicono di amarsi parole grosse, direi, quando invece
basterebbe sorridere e far sorridere, professare la gioia tra la
comune , mentre per molti non è così, c’è l’inferno interra e
si vive del male oscuro, si ha paura di elargire sentimenti che si
vorrebbero svelare aprirsi a un nuovo giorno e sorridere, ed ecco
perché dico che è disprezzante vivere così.
Potrei seguire la scia, pigliare quello che posso e passarci
sopra, abortire pensieri di piacere e darli in pasto solo per
gratificarmi e dare illusioni ottiche.
Con la poesia è facile, ma ogni pensiero che scrivo parla di
realtà terrena, parla di me, di ciò che ogni evento racconta un
fatto vero, parlo d’amore .
Potrei farmi l’avventura e ignorare il sentimento, far finta
di non sentire e vedere e dire che tutto va bene e tenermi dentro il
dolore, l’angoscia ,sarei solo un pagliaccio ,un signor si!
NO, GRAZIE!
Presumo e desumo che in molti di noi non esiste più il
sentimento puro, se vogliamo corretto, verso altri, quello che col
sol pensiero verso una amata ad esempio ,ti fa sentire bene ,gioioso
allegro ,libero da ogni cosa.
Tutto questo sta diventando impossibile, sono solo facciate di
ipocrisie, questo alimenta sempre più un sogno da realizzare.
Aumentano invece le distanze, le delusioni, le tristezze,
frequentemente causate da un lascia e prendi, sembra quasi d’essere
a un mercato, ove neanche più esiste, il rispetto altrui, il
corteggiamento amoroso, ma si mercifica la carne, quello che è più
facile da ottenere e male che vada , in un attimo viene cancellata ogni
cosa, ogni sentimento, ogni ricordo.
È comunque un mio concetto personale e potreste domandarvi
perché lo espongo.
Lo esterno perché forse qualcuno si ravveda e apra gli occhi
chiusi ,magari può vedere una realtà diversa, fatta di aria e luce,
non di egoismo.
Penso che nella vita bisogna lottare per ottenere qualcosa e i
presupposti bisogna espletarli, capirne il vero senso e continuare ad
essere coscienti di ciò che si fa e si vuole per raggiungere lo
scopo, lottare quindi e non morire, mai cedere e non morire dentro,
lottare per dare e avere amore e non deludere questo ultimo grande
sentimento.
Da qui un’altra mia poesia :
E sia gloria e salvezza
In alto dei cieli sia gloria e salvezza
su questa terra abitata da piccoli fanciulli ,
nell’alto dove dimora il divino padre
la pace in questo regno.
Abbracciamo assieme l’infelice,
di ogni giorno ci sia sempre luce ,
l’inafferrabile dolcezza da te avuta:
in molti cuori induriti per dolore …
E si va in chiesa
si recita la liturgia della pace,
si canta la gloria del signore :
Cristo ,abbi pietà di noi .
Tu mia amata ,mia vita!
Ti vesti ancora di profumo ,
di questo avverso tempo
il male ci procura.
Sia gloria e salvezza tra gli uomini!
Di un tempo fu la storia:
fu l’antico riverbero ritrova tradizioni,
i rintocchi che traccia la presenza .
Immagino un domani con tanti fiori !
La nostra terra sempre più inverdita,
l’olivo benedetto tra le mani si infiora
e le rose rosse per regalarle ad una sposa .
Vanno lungo il mare gli angeli del sole
mano nella mano vivono gli amori,
sperimentano l’alchimia del pensare.
Nell’aria c’è la sua presenza :
è di colei che mi darà rifugio.
Giovanni Maffeo Poetanarratore .
Capitolo 15
Il paese soffre e manca la solidità patriottica con questo
ognuno perde i suoi valori, perde una filosofia, la quale agita gli
animi e come detto produce irrequietezza .
Dunque molti si chiedono se è difficile sentirsi o essere
filosofi, a mio avviso è come sentirsi un uomo che considera la vita
seriamente, la vita a mio modo di vedere le cose è filosofia.
Questo modo di essere, questo modo comportamentale di orgoglio
non minore, si chiama poeta!
Se vogliamo, un banditore del vero.
Filosofo e poeta si sentono investiti da una missione, come una
specie di apostolo che professa l’autorità e la sicurezza di chi
possiede la verità.
Quindi anche in politica bisognerebbe adottare tale forma …
in una mia vecchia poesia (la giostra della vita) esprimo rammarico
per questa verità, se vogliamo nascosta, donata a pochi, non
ricercata da altri quindi torniamo a quei giorni, torniamo ai
credenti, a una realtà vera ove l’individuo può e deve
realizzarsi e crescere.
Io prima ho parlato degli amanti, anch’essi in crisi per
essere necessitati, ma se tutto va verso lo sfascio nessuno più si
realizza e relaziona autenticamente. coloro, a chi ha un seguito
nella vita ,una speranza!
Si fa banditore di se stesso, di verità e sincerità, quindi
si vuole precisare che da questo concetto chiamiamolo filosofico,
nasce la poesia che è ragionamento e esortazione di un semplice
pensiero, un pensiero libero e non preoccupato o sacrificato a
soffrire la fame.
Si può essere un santo, un apostolo, un filosofo, per alcuni
soltanto la fede del credere e svegliare mirabili facoltà poetiche …
nel mio caso come già scritto in poesia e in cenni di prosa
narrativa e genealogia, la ricerca della verità è scaturita dalla
mia poesia, direi semplicemente come un lampo a ciel sereno, quindi a
mio avviso qualsiasi individuo che coglie e raccoglie ed è alla
ricerca di qualcosa che non trova, ma sente dal profondo del suo
animo o desiderio ne può fare espressione poetica ne può trarre
beneficio ad essere quieto in un sistema corrisposto e non
autoritario ove la libertà resta chimera apparente.
La debolezza del pallido pensiero
Non mi restano altre terre da esplorare
ne altre mete da raggiungere …
volo alto e fantastico tra le nuvole,
volo col mio pallido pensiero
dove il suono ,trova la musica del mare.
È ombrato da grandi aloni questo emisfero
nelle simmetriche parti
ogni contenuto è giudizioso …
ombre di neve s’imbiancano nel cuore,
le parole amare le trasformo in dolci desideri.
E mi guardo intorno …
sospeso da astruserie gli occhi miei chiudo
l’apro al languore dell‘allegoria,
al vago sublime che peso e poso:
in menti afflitte verso arie ;
verso sinfonie ,le romanze sognatrici.
Ed è il cereo colore a darmi il rosa!
A darmi sfarzo nel vedere te ,musa,
di solo amore mi piego ;
m’intingo in rossi vellutati .
Oh debolezza colorita!
Tu la fragile inquietudine della carne misera ,
allegro desinare che dà cibo alla venere;
seduce la filatrice empirica con frasi languide.
In me dimora il pallido pensiero !
Dimora il consacrato dell’astrazione iniqua,
la scelleratezza senza pari ;
personifica la fonte della mia poetica.
Giovanni Maffeo Poetanarratore .
Capitolo 16
No, non mi sono dimenticato della Beatrice, lei scrive, chiama,
io non do retta, anche perché più volte ho chiesto di venire lei da
me e che la mia macchina ha i suoi acciacchi di vecchiaia, arrivare
ancora da lei non rischio, potrei rimanere fermo e poi chissà quanta
strada da fare e quanti soldi da spendere, la crisi ha toccato anche
questo.
Non posso permettermi di comperare un’altra macchina, resto
fermo, perciò ho detto di arrivare da me con la sua auto, credo però
che non ci senta, tutto si perde in dialoghi inutili, in saluti
languidi.
A volte parliamo per ore ricordando i vecchi tempi, come dei
buoni amici che si rincontrano dopo anni.
A volte ti ci ritrovi dentro anche se ti eri promesso che a te
non sarebbe mai potuto accadere.
Quant'è facile parlare?
È troppo comodo dare solo consigli.
Ci sono cose, sensazioni, che il mondo non capirà, che devi
tenere per te, che semplicemente devi risolvere da solo mostrandoti
sereno, anche quando fuori piove.
Perché non puoi essere felice ed essere il più forte, nella
vita tocca scegliere...
Ed io l’avevo scelta, era lei la mia donna, cosa che lei non
ha capito.
Non si può morire per amore, per una che mi ha tradito
sentimentalmente e materialmente.
Il suo inferno l’ha scelto lei.
Fu scritta una lettera per lei, per la Beatrice, dal suo amato
e inviata a una sua cara amica .
Amica mia ho pensato molto prima di scriverti questa lettera,
ma come già ti ho fatto accenni il mio stato d’animo è addolorato
,le discussioni con la Beatrice ultimamente sono state molto accese e
nonostante tutto non ci siamo lasciati, lei sostiene le sue ragioni
io le mie e ci cerchiamo come due bambini dell’asilo. Come tu sai
le voglio un bene dell’anima e l’amo, unica e sola donna della
mia vita che in questi lunghi anni mi ha saputo dare l’immenso
della felicità. Sono andato da lei con l'intemperia, il freddo, la
pioggia e la neve e ogni volta era il bello della vita.
Nelle mie prudenze è scaturita l’esagerazione ,il mio
preoccupare per lei e la sua amata piccola .
A volte questa situazione mi faceva riflettere e più volte
cercavo il modo per allontanarmi da lei, ci allontanavamo alla sera
piangendo per unirci la mattina dopo. Le discussioni erano le solite:
io cercavo di farle capire che nel caso ci fosse stata una conoscenza
di noi al marito, dovevamo essere preparati e insistevo per sapere da
lei quali fossero le sue decisioni?
Solo una volta mi disse che gli avrebbe detto tutto di noi e
che si era innamorata di me.
Da quella volta altre furono le discussioni alcune stupide che
dopo un abbraccio finivano, altre erano sempre riferite alla sua
famiglia si prolungavano ma sempre per poco tempo.
Ora l’ennesima discussione causata naturalmente da me con una
mail, qui esprimevo le stesse cose e il diritto di innamorato,
giuramenti fatti tra noi di amarci ed essere sinceri, dirci tutto e
col patto che la sua piccola superasse gli anni dell’infanzia e poi
si vedeva cosa fare della nostra situazione .
Le sue paure come avrai notato erano e sono sempre evidenti ed
io ne soffro tanto ed è vero che te ne raccontavo i motivi, io da
parte mia non mi sento di approfittarmi è come se io andassi assieme
a lei solo per portarla a letto e cerco con forza di fargli capire
che il mio era ed è vero amore e con questo lei me lo contro cambia
sempre e lo fa ancora, ma poi l’eccesso delle sue paure sono
sfociate al non credere più a me cancellando tutto. Ha fatto si di
scaturire in me rabbia.
Sono andato da lei per pochi minuti
portandogli prove del nostro amore , e ridandogli i regali che mi
aveva fatto, che se si sarebbe ravveduta li avrei presi di nuovo
indietro, dicendogli che di quelle prove ne potesse fare ciò che
voleva e se riteneva di raccontare tutto a suo marito lo avrebbe
fatto lei non io, quindi io non l’ho mai minacciata e non ho mai
detto a lei che andavo da suo marito, forse nella rabbia del suo
comportamento mi sono confidato con te, ma io assolutamente gli dissi
che se fosse stato, sarebbero stati gli altri a dirglielo, non io.
Spesso siamo andati in giro per centri e vari posti vicini a
casa sua, dove qualcuno prima o poi ci avrebbe visto .
Ora ci risiamo riappacificati e tutto sembra tranquillo ,vuole
il suo tempo per riflettere e vuole fare l’amore con me, ho
insistito dicendogli che il nostro amore è sempre lo stesso e che
nulla è cambiato, infatti lei si vuole mascherare ma non ci riesce e
mi dimostra comunque il suo amore dalla mattina a sera ed io ne sono
felicissimo .
Ma non è questo il punto ,il punto è un altro : come ti dissi
ebbi dei momenti di sconforto e ancora adesso mi passano per la
mente, pensieri tristi, sono momenti che non auguro a nessuno che mi
portano a pensare al male, questo l’ho detto anche a lei e come me
sicuramente ne subirebbe anche lei Sono cose brutte che io gli ho
detto più volte che ne va di mezzo la nostra salute e il nostro
amore. Stamani mi sono sentito di nuovo male, molto male e questo mi
viene causato da tutta questa storia assurda , non riesco a frenarmi
e tutto ciò che mi accade a volte non riesco a reagire.
Il tuo amico .
Come più volte accennato i protagonisti di questa storia non
hanno volto .
È una storia ascoltata, realmente accaduta, ed io la presento
in prima persona per rendere il romanzo più attuale e interessante .
D’amore le parole
Sembrava lontano quel tempo
bisognosa ,ascoltasti curiosa:
mi parlavi in versi
d’amore le parole presero vita.
Si imbiancarono le stelle
e la luna si mise il bavaglio,
non parlò la neve
era troppo candida per soffrire.
D’amore le parole!
E dai grandi specchi
uscirono gli assordanti echi :
t’amo ,t’amo,t’amo .
Non sentii ,ero troppo lontano
forse ero tanto preso dal tuo amore.
Ero un gingillo tra le tue mani ,
il porta chiave che apre il motore.
E come la libellula sinuosa vola
d’ogni piaga fa’ l’anima fanciulla,
mi odorasti e ne eri ammaliata
ad oggi la calzetta tiri.
Non rompere quel filo …
ci sono troppe immagini da salvare ,
sfilati dal cuore le parole
e innamorata ritornerai.
Giovanni Maffeo Poetanarratore.
Il romanzo volge al termine, e continuo ancora con la filosofia
va otre le storie, altri gli amori, tutti con quale inferno vuoi.
Si un inferno che vive nell’essere umano, e l’amore è un
deterrente per farlo scaturire, se non ci fosse quell’inferno, noi
non vivremmo, come dante e il suo inferno, come ognuno che vuole
vivere una passione, una di quelle vere, perché è la donna il
motore, noi uomini siamo le candele, lei ha il potere di erigere ogni
paradiso e farti entrare nell’inferno senza che rendersene conto.
Beatrice per me è stata e resta il grande amore, non so se lo
proverò con un’altra, quello che ho provato con lei, sicuramente
prima di morire ne avrò altre di storie, con esse vivrò i miei
giorni.
Da qui la mia arringa finale
Sono convinto che i veri sentimenti hanno un sapore diverso fin
da subito.
I veri sentimenti hanno una consistenza che lascia appagati.
I veri sentimenti sono ancore di salvezza e punti di certezza.
I veri sentimenti sono rari per questo inestimabile è il loro
valore.
Ci sono strade che percorri volentieri, perché ti ricordano
momenti di vita vissuta in maniera unica, indimenticabile.
Se sai vedere le sue mille sfumature.
Se riesci a percepire le sue essenze.
Se sai cogliere ed apprezzare ogni piccolo gesto, come fosse il
frutto di un raccolto insperato.
Allora la vita può sorprenderti ,e può riuscirci sempre, ogni
singolo giorno.
Se guardiamo dentro noi ci chiediamo cos'è un pensiero ?
Sono le cose più belle non sono quelle che vedi, ma quelle che
vivi, sono quelle che senti nel cuore e ti riempiono di felicità.
Null'altro che il ferma libro dei ricordi!
Quando sono triste ascolto la mia musica preferita, la
musica classica, che mi ricorda esperienze vissute, in ogni canzone e
lirica, in essa c'è un momento che riaffiora e mi provoca nostalgia,
così ripeto a me stesso:
non pentirti,
non giudicarti,
se ritieni di essere nel giusto,
cosa c'è di più bello al mondo che essere felici di ciò che
si è fatto.
L'emozione dunque sale , e come una lacrima scivola sulla
guancia arriva al lato della bocca e penetra tra le labbra unte del
sapore a volte amaro, così lecco quella goccia salata la ingoio e mi
passa la malinconia, mi passa l’angoscia perché so che un’altra
donna sta aspettando il mio sentire
Ho cominciato a capire cosa fosse la bellezza della vita quando
ho visto un sorriso accendersi di conseguenza al mio, quando ho visto
occhi brillare sotto un mio sguardo e mani tremare al mio tocco.
Ho capito quanto bella fosse la vita quando ho stretto a me i
valori della vita e del volere amare ancora, quando ho visto
assorbire e portarmi avanti valori e principi a me trasmessi.
Ho capito quanto importante sia la vita quando ho visto il buio
e sono stato capace di ritrovare la mia strada e la mia luce. Pochi
sanno cosa vuol dire piangere nel ripensare alla propria vita.
Io lo so e ho paura di quello che una volta una persona mi ha
detto: ti amo.
Ed io gli ho creduto, che ogni persona ha la sua dose personale
di dolore, un dolore, che una volta provato non lo si prova più, ma
si riceve solo felicità e serenità.
Ho paura perché la mia dose sembra inesauribile e perché
continuo a sperare. "La speranza è l'ultima a morire . Se
smettessi di sperare non so cosa mi rimarrebbe e finirebbe la mia
poesia il mio immaginario filosofico.
Ma sperare fa anche paura.
Io spero che tutto questo finisca e che la mia anima possa
drogarsi finalmente con dosi di felicità, ma non succede.
Non sono sicuro di volere conoscere il mio limite.
Vorrei tanto che la mia dose di dolore non lo superasse.
Nel frattempo provo ad andare avanti, provo a capirmi e a
capire gli altri come fanno, da qui cerco finché ho la forza
di dare me stesso.
A volte mi ritrovo dentro anche se ti eri promesso che a te non
sarebbe mai potuto accadere.
Quant'è facile parlare?
È troppo comodo dare solo consigli.
Ci sono cose, sensazioni, che il mondo non capirà, che devi
tenere per te, che semplicemente devi risolvere da solo mostrandoti
sereno, anche quando fuori piove.
Perché non puoi essere felice ed essere il più forte, nella
vita tocca scegliere.
Sei seduto alla deriva, del mare, i miei occhi sono chiusi e
immagino, immagino una barca piena di gente in festa, con tanti
amanti che si baciano e sorridono ,un po' per dare il senso alla mia
vita, una barca a vela senza vento, senza direzioni, seduta mi
soffermo su quel pensiero, nessun vento arriva alla deriva dei
pensieri, ma io vedo e sento, il desiderio accrescere.
Io, in una barca a vela in cerca del vento, pronta a spiegare
le mie ali, verso un amore tanto desiderato.
Vita tu, donami il vento e conducimi nell'infinito mare, prendi
il mio tormento è nel condurmi verso il vento .Tu vita tu che sai il senso dei miei pensieri, ed io sono
nullità senza il nulla senza me, conducimi dunque ancora, nel suo
respiro ! Vorrei essere il buio della notte, per assorbire luce,
purezza e bellezza dalle stelle .Vorrei essere la luce chiara della
luna per avvolgere e confortare l'anima di chi affronta paure,
afflizioni ed il proprio dolore in silenzio e in solitudine.
Vorrei essere l'amore, per sfiorare e aprire il cuore di coloro
che vivono prigionieri del gelo interiore e della rassegnazione .E
infine vorrei avere forza e coraggio sufficiente per combattere e
sconfiggere il mio "piccolo inferno" quotidiano! Cosa
avrebbe potuto salvarci?
I non errori, ma poi dicono che sono questi a far crescere.
Dunque, il non crescere avrebbe potuto salvarci, ma poi dicono
che saresti rimasta un eterna bambina, quindi, il non rimaner bambini
avrebbe potuto salvarci, ma poi, aggiungono, che preservarlo dentro
noi stessi è la formula per non perdere il sapore spontaneo della
vita, allora, limitiamoci a scrivere di tutto e del contrario di
tutto, di noi stessi e di un io rovesciato, ché tanto, è tutto
sottosopra, avremo così, la speranza di vederci, forse, amarsi
ancora.
Ho imparato a schivarle le provocazione gente senza tatto ne
buon senso, senza alcuno scrupolo.
Il cuore e un muscolo piccolo quanto un pugno , pulsa ad una
velocità irrequieta, batte con la forza dell'umore o dell'amore.
Il cuore è un muscolo piccolo con delle doti straordinarie per
questo e così forte e sempre in ottima ripresa.
Quando si rende conto di essere maltrattato o usato fa nascere
l'amore.
Nasce involontariamente, quando meno te lo aspetti, nel periodo
più impensato, con la persona inaspettata, ma nasce.
L'amore può crescere, diminuire, morire, ma non si può
imporre.
Non puoi obbligarti ad amare o ad essere amato.
A volte ci piacerebbe amare una determinata persona, o che
magari una determinata persona si innamori di noi, ma non sempre
succede.
Allora il più delle volte si passa la vita accanto ad una
persona che non è quella giusta, non è il nostro incastro perfetto,
non è l'altra metà della mela.
Ti abitui perché pensi che sia meglio della solitudine.
Ci si abitua .Ma abituarsi non è amare .Ho imparato a
camminare con l'anima,
solo con l'anima , altrimenti non avrei potuto vivere in questo
mondo fatto di materia,
ho imparato il prezzo dell'amore, che perdonare capire,
ascoltare, mi ha reso forte, anche se fragile nel mio essere,
ho imparato a camminare con l'anima, e solo con l'anima,per
vedere quel che gli occhi non vedono,
per non morire, in questo mondo fatto di un "io" e
mai di un noi.
Per concludere lascio un tema sull’amicizia, una mia teoria
,allargata !
Capitolo 17
L’amicizia .
C’è comunque questa necessità di confronto naturale tra le
parti, si vuole un risultato di una maggiore conoscenza in un
percorso sempre più evolutivo e costruttivo che porta a un
comportamento migliore, ma che si crea e si costruisce assieme per
una maggiore certezza del presente e del future.
Questi ingredienti credo siano necessari oltre si concretizzano
con agli opposti .
Socrate più o meno diceva la stessa cosa: che il povero è
amico del ricco, il debole al forte, l’ammalato al sano ,e via
discorrendo.
Esagerando nell’esagerazione:
Il secco e amico dell’umido,
il caldo al freddo,
la pioggia al sole,
l’amaro al dolce .
Socrate segue dicendo:
Non il simile sarebbe amico al simile ma il contrario al
contrario,e osserva che: se questo fosse vero generalizzando
naturalmente, bisognerebbe concludere:
Che la giustizia sarebbe amica dell’ingiustizia,la temperanza
dall’intemperanza,
il bene al male e via discorrendo,il che sarebbe assurdo .
Capitolo 18
Ora però ,diciamo le cose vere, come sono, come stanno
effettivamente senza nessuna ombra di dubbio e maschera da indossare.
Tanti come noi che arrivano a una età matura, e diciamocelo
chiaro, che anche il più innamorato/a dopo anni di convivenza,
matrimonio, di relazione, tutto gradualmente va ad affievolirsi,
finisce insomma l’amore e ci si sente inutili, si vorrebbe provare
nuove emozioni e innamorarsi di nuovo, fare nuove amicizie, avere
insomma un nuovo amore o un’avventura.
Si vuole uscire dalla solita monotonia per sentirsi ancora
vivi, e ci si sente frustrati, se vogliamo, abbandonati, pur non
ammettendo l’evidenza, questo è tipico nelle donne .
Non si va assieme solo per giocare , ma anche perché nasce un
bello che nell’età matura accresce il piacere .Quindi anche qui si
vuole evidenziare un concetto teorico, ma che teorico non è, si
parte da una amicizia per poi trovarsi a letto.
So che non è sempre così, ci sono anche amicizie di vera
fiducia, ma le assurdità.., comunque capita, e sono molte , esempi che
leggiamo in blog, in social network, insomma nel nostro quotidiano
virtuale, oramai indispensabile per tutti noi .
Io credo, e ne sono convinto, che quando una persona si mette
in gioco, debba giocare, sapere quello che vuole e quello che fa,
sapere dove si vuole arrivare con le capacità che si ha, con
coraggio e determinazione portarle avanti.
Discorso artistico, o relazionale, o amoroso, o di altro
genere, non guardare a quello o a quella che gli chiede di offrirgli
un caffè per conoscersi, credo siano ben altre le cose, c’è una
intelligenza da sfruttare quindi usiamola!
Ritorno a dire che sono ben altri i pericoli che nella reale
vita quotidiana ci insidiano e si arriva al ridicolo .
INFERNO VUOI .
SI è passato molto tempo da quando ebbi l'avventura con Beatrice … ogni tanto mi chiama per sapere come sto , lo stesso faccio con lei ,sento tra la sua voce la nostalgia di quella storia ,a tratti perigliosa , a tratti entusiasta , a tratti sospesa , forse quell'affetto dato reciprocamente ha segnato un'epoca coscienziosamente valutata resta indelebile nei nostri ricordi .Penso che più volte abbia voluto estendere ancora i suoi pensieri la sue voglie e ritornare in quel motel a fare all'amore .I Suoi , miei motivi , le nostre paure hanno frenato il tutto buttando nel baratro ogni forma di attesa .
Ed ecco che IL DIRE – DIMMI QUALE INFERNO VUOI - a volte , più volte tra gli AMATI , TRA GLI AMANTI , è una scelta , una decisione ove si scegli il destino con chi passare il resto dei nostri giorni ,giocarsi la vita dunque è molto pericoloso , fare stare male non solo ai protagonisti della storia , ma anche a tutti quelli che stanno vicini : parenti consorti , figli , nipoti ,iniziare una nuova vita … ci vuole coraggio . Già fu mia questa scena e ne conobbi i risultati fu così che decisi di lasciare andare ogni aspettativa .
Un tempo per la donna era fondamentale potersi sposare, avere dei figli ed essere la “regina della casa”. Era la cultura che dettava le regole. La donna che non sposava era destinata a diventare una “zitella”, oppure era perché tanti uomini. Anche quelle che non avevano assolutamente alcuna vocazione in cuor loro, venivano allevate in un ambiente che mostrava loro come unica chance, la via del matrimonio, e le convinceva di quanto fosse invece importante realizzare questo obiettivo, prima ancora che quelli personali.
La ricerca del marito per molte era naturale, e poteva avvenire in casa, tramite incontri organizzati oppure all’interno della cerchia di amici. Per quelle meno affascinanti le occasioni erano meno frequenti, oppure richiedere tempi più lunghi, ma in sostanza un marito, anche brutto e goffo c’era per tutte. Per l’uomo, infatti, abituato alle cure di mamma, non era complicato lasciarsi trasportare dal desiderio di una famiglia, anche se le responsabilità materiali sarebbero ricadute a peso morto sulle sue spalle. I tempi erano altri, non era l’Italia di oggi, il lavoro c’era e gli stipendi erano proporzionati ai bisogni. Uno straccio di progetto lo si poteva pur fare!
C’era poi anche chi si innamorava follemente e, osteggiato dalla famiglia, doveva fare i salti mortali per coronare il proprio sogno. Questa situazione era forse la più romantica di tutte, come del resto lo è ancora oggi. Un amore sofferto sembrar essere più interessante di quelli dove tutto fila liscio.
Oggi le donne sono cambiate e gli uomini pure. È cambiato anche il modo di conoscersi, non più convenzionale, non più alle feste o al supermercato, in casa o in ufficio (dove ormai ci si fa l’amante…), ma online. La dimensione virtuale ha preso piede sostituendosi a quelle più ordinarie, ampliando di molto le opportunità di conoscere persone (o identità) e di allacciare relazioni più o meno serie.
Diciamola tutta: le chat online, i social, i siti di incontri hanno creato opportunità diverse, ma hanno anche sdoganato dei falsi miti che volevano la donna ancora casta e pura, immune a tentazioni e a istinti per antonomasia attribuiti al sesso forte , alle nuove leggi ove mettono un muro di gomma tra l'uomo e la donna e ognuno al primo contrasto si separa , anzi non c'è più la ricorrenza tradizionale del matrimonio , ma del convivere ove al primo contrasto ognuno se ne va per suo conto , lasciando indietro gli obblighi morali , la forza dei sacrifici , l'abbandono dei figli . Una strage senza orgoglio ,senza pietà .
Con l’avvento della tecnologia e con l’identità virtuale che aiuta i più pavidi e stimola all’azione, ecco che l’animo femminile sembra molto più disinibito e persuaso. Non si gioca più a fare le ritrose, ma ci si prende quello che piace. Ed un indicatore molto interessante sembra provenire proprio dal mondo del virtuale, dove nelle chat e nei siti di incontri spopolano i profili di donne in cerca di relazioni con uomini , con sconosciuti creando gelosie in famiglia , subendo poi sciagure e violenze , è a mio avviso una scelta folle ,dando e additando colpe senza una vera causa . Un inferno da spegnere dopo averlo acceso su più fronti .
La domanda che nasce spontanea riguarda le intenzioni del gentil sesso. Cosa cercano le donne italiane sui siti di incontri online? Sicuramente non amicizia. Da statistiche e studi di settore emerge che anche loro, come i “compagni di gioco” maschi, si dicono aperte ad incontri, ma con la facoltà di sparire se la cosa non va. Che la donna sia oggi più spavalda e assertiva, non ci sono dubbi, ma l’elemento della chat le consente di avvicinarsi senza compromettere la sua eleganza femminile, che tipicamente deve accogliere il corteggiamento ed il corteggiatore, ma non anticiparlo.
In rete, però, la “niquette” ha cambiato le regole del gioco e non importa chi sia l’uomo né la donna, il gioco delle identità narrate dalle parole digitale prende il sopravvento e crea mondi in cui tutto è possibile, dove non esiste timidezza né alcun codice di genere (inteso come genere sessuale). Ci si fa avanti con una mail o con una chat, si attende che l’altro o l’altra risponda e corrisponda. Se ci si piace, si continua fino a che non ci si incontra, altrimenti il tempo di una chiacchierata (che non si nega a nessuno) e via… si volta profilo.
Chi sbarca online per trovare l’amore, non ammetterà mai di cercarlo proprio lì, forse non dirà di avere un profilo se non alla propria migliore amica, alla quale potrebbe semplicemente ammettere di voler ampliare le possibilità di fare nuovi incontri. Per l’amore c’è tempo e forse ancora inibisce l’idea che si cerchi online fra tante foto di sconosciuti.
Certamente, poi, per chi è single le opportunità che si creano online sono senza dubbio maggiori di quelle che capitano nella vita reale, dove un uomo può non sentirsi abbastanza sicuro di avvicinare una donna. La donna questo lo sa. E sa anche che ogni ricerca può iniziare per gioco, ma finire per regalare un’emozione o un vero amore. In cuor suo la donna, seppure moderna, è sempre una donna…
Fonte dell’articolo: http://incontrieros.it/.aggiornato e completato da me Giovanni Maffeo poetanarratore .
Pornografia non consensuale virtuale .
Qui è diventato un terreno minato , una miccia che con poco scoppia .
Nota anche con il termine di sfruttamento online o «por? pornografia della vendetta», la pornografia non consensuale comporta la distribuzione online di fotografie o di video di sesso senza il consenso della persona ripresa. L’esecutore è spesso un ex partner che ottiene le immagini o i video nel corso di una precedente relazione, e mira a infamare e umiliare pubblicamente la vittima come rappresaglia per la fine della relazione. Tuttavia, gli esecutori non sono necessarie ? seriamente partner o ex partner e il motivo non è sempre la vendetta.
Le immagini possono essere ottenute anche attaccando il computer, i profili dei social media o il telefono della vittima, e possono mirare a infliggere un danno reale
nella vita «del mondo reale» dei destinatari (ad esempio
facendoli licenziare dal lavoro).
Negli ultimi anni sono stati pubblicizzati diversi casi di donne vittime di pornografia non consensuale negli Stati membri dell’UE e negli Stati Uniti d’America, molte delle quali di
conseguenza hanno commesso suicidio (17). Dalla ricerca
emerge che fino al 90 % delle vittime della pornografia della vendetta sono donne (
18) e che il numero dei casi è in aumento (19). Vi è anche un crescente numero di siti Internet
dedicati alla condivisione della pornografia della vendetta, dove gli utenti possono pubblicare immagini e informazioni personali quali indirizzo, datore di lavoro e collegamenti ai profili online della vittima (0).
Un’ulteriore tendenza correlata, con conseguenze uguale ?Mente devastanti sulle vittime, è la trasmissione dal vivo di atti di aggressione sessuale e stupro attraverso i social
media. Finora, nel 2017 vi sono già stati due casi di grande risonanza pubblica, uno in Svezia e l’altro negli Stati Uniti d’America, di vittime il cui stupro è stato trasmesso in diretta
online usando la funzione «dal vivo» .
Altro che dire è una epoca diversa e come tale va seguita , va ponderata , analizzato , seguita e presa in considerazione scartando il male assorbendo il bene . RESTA LA SCELTA – DEL QUALE INFERNO SI VUOLE , QUALE GIOIA O FLAGELLO PER PATIRE – L'ESSERE O NON ESSERE .
Giovanni Maffeo Poetanarratore .
Questo romanzo dunque è rivolto, non solo a un pubblico
adulto, ma anche a chi raggiunge l’età maturante, per capire che
una esperienza può dare e insegnare quello che nel corso della vita
succede, e con saggezza e intelligenza saperne dare conseguenza,
un’etica morale di comportamento risolutivo ove si può, si deve
agire con coscienza e correttezza per se stessi e verso gli altri.
Giovanni Maffeo Poetanarratore.
Foglio colorato.
Sulla pietra c’è inciso il tuo nome
tua l’immagine ,sul foglio colorato …
in righi scuri le radiose parole :
amami !Sei tu il mio unico amore .
Ma io sono vagabondo e rogo inerzie
senza avere nulla tra le mani
nell’inferno recito la novena ,
gli attimi che attendono il tuo giorno .
Mi sazio di musica ,la romanza degli amati
sono il poeta maledetto , un figlio della lupa ,
il mercenario che per te fa la guerra
il tuo viaggio che finisce nel delirio .
Ma tu sei la bontà ,tu luce accesa
pecchi di sorriso ,rovesci la mia medaglia ,
puoi darmi l’altre emozioni ,
le mille poesie mentre tu ti spogli.
Tu il foglio colorato ,il rosso acceso
l’estasi che abbonda flutti d'energia ,
l’idillio , sopra ogni cosa quaglia
la brina del mattino e il rosso melograno.
E tra i colori del cuore sei complici della luna
di questa folle idea dell’angusto amore ,
il fato che ci dette amore
mai sarai la mia primavera .
Giovanni Maffeo Poetanarratore.
Finisce così il mio romanzo dettato dal cuore bevuto dall'anima riporto qui l'ultima poesia che scrissi per lei, la Beatrice .Un tratto di vita vissuto e mai si torna indietro ,tutto che arriva dal cielo è grazia divina . Chi volesse essere interessato alla pubblicazione di questo mio romanzo , mi contatti su Facebook . Un grazie a tutti i miei lettori .
Ci siamo amati odiandoci .
Della ricca mensa ne fui ingeneroso
sugli ampi deschi fruttavi le primizie,
fu tanta l’affollata cena ,l‘abbondanza;
non seppi apprezzarne il tuo frutto verginale .
Eri l’insaziabile femmina !
Affondavi la lingua sul gusto assurdo ,
con i tuoi artigli sempre più aguzzi ;
dalla tua bocca uscivano disprezzi.
Ci siamo amati odiandoci !
In una sera senza luna
mi hai offerto la tua livida spalla ;
aspettandomi al varco cucivi drappi di poemi .
Ed io viandante su di essa ho riposato le mie membra
ho coccolato i fulgidi pensieri i più impuri ;
ho stellato d'azzurro il tuo prezioso paradiso.
Eri un amore clandestino sul calcare appoggiavo i miei ori
per me, ho rivisto la speranza ,mi hai confortato e forse amato;
baciato nel mio cuore .
Ma c’era troppo buio ,troppo buio per entrambi !
Per riconoscerci ,per volerci bene;
c’era la paura del misterioso arcano.
Quell’amore da noi sospirato era folle!
Fu fuggiasco esule , a tratti inerme,
fu mascherato da lucrosi amplessi i rubati sfoghi ;
odiandoci ci siamo amati.
Si, ti ho amata femmina meravigliosa!
Giovanni Maffeo Poetanarratore.
E come tutte le storie belle , hanno breve durata e se per caso o per differenza durano nascono i mali amori , le amare noie , ,il tossico amore che si muta in tragedia -
BUONA VITA A TUTTI I MIEI LETTORI .
LA FIAMMA IGNOTA .
Nel rivederti è stata una gioia delirante
è stato l'elogio ineffabile il canto tuo tuonante ,
l'indicibile attimo in cui ti ho ripresa tra le braccia ...
nei giorni miei felici ove ogni desiderio diventa mio .
Ricordati di me ,ti dissi un tempo !Ci vediamo ancora ...
ove la fiamma ignota non si spegne nell'anima mi scende ,
mi, ispira ,mi fa stare bene rende omaggio al fuoco eterno ;
alla prima strofa che ti scrissi nel darmi un tuo bacio .
Tu , la compagna di vita il candido fiore !
Di amore trafitto dalla passione e burrascosi addii ,
ove il veleno è tentatore giace nell'orecchio del dormiente ...
abbraccia lo spettacolo della vita e si nutre di speranza .
La fiamma ignota si riaccende ,arde tremando
piangendo si commuove recita ma si fa scoprire ...
è fatta di lacrime innocenti di percorsi mai raggiunti ,
di occhi lucidi ove c'è una meta che ci attende .
Fiamma ,scaldami il cuore !
Voglio restare ancora nella sua mente ...
sentirne il suo profumo , la sua voce nel petto mi ascolta ,
essa , è, testimone ,è , custodia della sua ombra .
Danza con me l'amore il profondo si accende :
come nel olimpo ove il fremito stride ,
come il pudore adombra i nostri echi ...
ove il peccato è carne , si cela nel midollo .
Giovanni Maffeo – Poetanarratore .
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